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Adrian Smith: “ecco la più grande lezione che mi hanno dato gli Iron Maiden”

Adrian Frederick Smith, conosciuto semplicemente come Adrian Smith, è noto soprattutto per essere stato il chitarrista degli Iron Maiden dal 1980 al 1990. Sostituito in quel periodo da Janick Gers, Adrian Smith però non ha mai abbandonato la sua più grande passione: in quel periodo il chitarrista londinese formò infatti ‘The Untouchables‘, arrivando a suonare in piccoli club piuttosto che in grande platee come con gli Iron Maiden. Dalle ceneri degli ‘Intoccabili’ nacquero i Psycho Motel (Smith -qui- era affianco da Hans Olav Solli, Gary Liedeman, Mike Sturgis e Andy Makin). Quando poi Smith tornò nella band di Bruce Dickinson, i Psyco Motel si sciolsero definitivamente. Nonostante non abbia mai smesso di fare buona musica, stare lontano dagli Iron Maiden non è stato poi così semplice per Adrian Smith.

Monsters of River and Rock – My Life as Iron Maidens’ Compulsive Angler: il nuovo libro di Adrian Smith

Adrian Smith, storico chitarrista degli Iron Maiden, ha recentemente pubblicato il libro ‘Monsters of River and Rock – My Life as Iron Maiden’s Compulsive Angler’ e, intervistato da Loudwire, ha spiegato cosa si prova a guardare Bruce Dickinson e soci esibirsi senza il suo contributo.

“Per un paio di anni sono stato fermo musicalmente parlando -ha spiegato Smith durante un’intervista per Loudwire- gradualmente, poi, sono tornato in certi ambienti e ho capito che dovevo farlo e basta. Dovevo farlo perchè fa parte di me, della mia vita. Inizialmente non ho seguito tanto il percorso dei Maiden, perchè non volevo impazzire o cominciare a sentirmi male.  Mi sono sposato, ho avuto dei figli, ho comprato una casa, ho iniziato a scrivere musica tutta mia ed ero davvero felice.”

L’invito di Steve Harris a suonare con la band

Una sera del 1992, poi, Steve Harris chiamò Adrian Smith e lo invitò sul palco, con i suoi vecchi Iron Maiden a suonare ‘Running Free‘ alla fine di uno show:

“Il tour manager mi ha portato su un lato del palco e ho iniziato ad osservarli -ha continuato Smith- è stato veramente emozionante. A dire il vero non me l’aspettavo, sono rimasto sopraffatto: si, insomma, i ragazzi stavano suonando le stesse canzoni che suonavano con me avanti a migliaia di persone…”

Adrian Smith ebbe anche un’altra possibilità di osservare la sua ex band dal vivo e, in queste due occasioni, imparò tantissime cose che prima gli sfuggivano:

“Li ho ho visti di nuovo durante uno show e ho avuto un’impressione diversa. Quando poi sono tornato nella band mi sono ricordato degli spettacoli che avevo visto e mi sono ricordato di alcune cose che avrei voluto ‘aggiustare’, modificare.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)