Canzoni rock censurate

8 canzoni rock censurate | Dai Rolling Stones ai Nirvana

Quali sono le canzoni più famose ad essere state censurate?

Testi troppo provocatori, frasi troppo spinte o parole che reindirizzano subito a determinati ambiti che, forse, è stato meglio non svelare. Per questi e altri motivi alcune delle canzoni rock che noi – magari – siamo abituati a sentire, sono state censurate. Censurate da radio o tv, si intende. Scopriamo insieme quali sono.

“Let’s Spend the Night Together” fu censurata dall’Ed Sullivan Show

Iniziamo questa particolare lista con i Rolling Stones; brano in questione, oggetto di censura da parte dell‘Ed Sullivan Show (uno dei programmi televisivi più famosi in ambito statunitense), è stato Let’s Spend the Night Together. La canzone, datata 1967, fu censurata nello stesso anno dal programma televisivo.  Si trattò di uno dei primi casi di censura musicale, che derivava proprio dal titolo della canzone (che, tradotto, è passiamo la notte insieme). I Rolling Stones, pur di esibirsi, acconsentirono a cambiare lievemente il verso il modo che fosse passiamo un po’ di tempo insieme (let’s spend some time together), anche se l’eccentrico Mick Jagger ammiccava ogni volta che cantava quel verso stesso.

“Lucy in the Sky with Diamonds” fu censurata da molte stazioni radio

Sembra certamente strano, ma anche i Beatles sono stati oggetto di censura da parte di tantissime stazioni radio. Il brano che fu censurato è Lucy in the Sky with Diamonds. Il brano, in generale, generò molte controversie proprio per il titolo: se si guardano infatti le lettere maiuscole viene fuori la parola LSD. Che fosse, il brano, un’allusione alla droga? Non ci è dato saperlo con certezza. Fatto sta che la canzone del 1967 fu censurata proprio perchè considerata allusiva.

“God Save the Queen” fu censurata dalla BBC

Se per i Beatles ci è sembrato un po’ strana la censura, per quel che concerne la cultura punk e, in particolar modo, i Sex Pistols, ci appare sicuramente più plausibile. Brano in questione, oggetto di censura da parte della BBC, è God Save the Queen. Partiamo con una considerazione: nonostante fosse stato negato dagli stessi membri dei Sex Pistols, molto probabilmente la canzone fu realizzata proprio come provocazione al Giubileo D’Argento del 1977 (anno di pubblicazione del brano). Innanzitutto, fu proibito alla band di esibirsi di fronte al palazzo Westminster, con alcuni arresti; di conseguenza, per quanto accaduto precedentemente, BBC e Independent Broadcasting Authority decidero di censurate il brano.

“Lola” fu censurata per pubblicità alla Coca-Cola

Ecco uno dei casi di censura più strani che troveremo all’interno di questa classifica. I Kinks pubblicarono questo brano nel 1970, ma il significato della canzone è del tutto diverso rispetto a quello per cui fu censurato il brano. La canzone parla dell’incontro con un travestito in un quartiere londinese. Tuttavia, come abbiamo anticipato, non fu questo il motivo per cui il brano fu censurato: la canzone fu censurata perchè ritenuta un product placement della Coca-Cola. All’inizio del brano, infatti, è citata la famosa bevanda: per permettere la pubblicazione su disco, il riferimento fu cambiato in “Cherry-Cola”.

“Rape Me” fu censurata da MTV

Anche i Nirvana furono oggetto di censura per una loro canzone, e possiamo immaginare quale sia senza perderci in troppi pensieri. Il brano che fu censurato da MTV è Rape Me, del 1993. Di seguito la storia: i Nirvana dovevano esibirsi agli MTV Video Music Awards e chiesero quale brano andasse bene; la risposta era positiva per la band, che aveva il permesso di esibirsi con qualsiasi brano. Tuttavia, alla fine fu chiesto con insistenza di suonare Smells Like Teen Spirit, per non far saltare l’esibizione. I Nirvana scesero a compromessi e dichiararono di esibirsi con Lithium. Tuttavia, saliti sul palco, iniziarono a suonare Rape Me. L’emittente televisiva stava per mandare la pubblicità e interrompere l’esibizione, quando i Nirvana iniziarono a suonare Lithium.

“My Generation” fu censurata per offesa ai balbuzienti

Canzone famosissima dei Who, del 1965, che è diventato – a poco a poco – un vero e proprio pilastro della band. Addirittura, 11esimo posto nella classifica dei 500 migliori brani di sempre secondo Rolling Stone. Ma c’è anche una nota negativa, che ha riguardato il brano così ricco di successi da parte della band: inizialmente, la BBC, decise di mettere al bando My Generation per via dei suoi molti testi in cui la prima consonante dell’ultima parola si ripeteva. Ritenuto un’offesa per i balbuzienti, la canzone fu censurata, anche se – tuttavia – ciò non fermò il suo dilagante successo.

“Eve of Destruction” fu censurata da tutte le stazioni radio

Siamo, con Eve of Destruction, a uno dei motivi più faziosi per quel che riguarda la censura. Il brano, del 1965, è stata registrata da molti artisti, anche se la versione più famosa rimane quella di Barry McGuire. Il testo, che si presenta come inno di protesta, parla di una catastrofe imminente, essendo inglobata in un contesto di difficoltà sociale che fa capo a guerra fredda, tensioni politiche, guerra in Vietnman e guerre nucleari. Proprio per questi motivi, la canzone fu censurata: non essendo condivisa la posizione politica dell’autore, F.P. Sloan, la canzone fu più volte censurata.

“Kick Out the Jams” fu censurato per oscenità

In ultimo, l’album Kick Out the Jams della band proto-punk MC5. L’album, che nel tempo è diventato uno dei più importanti esempi di album live, nonchè uno dei migliori prodotti che siano mai stati creati, inizialmente visse un periodo di difficoltà proprio per la censura, ma non solo. L’album, infatti, fu censurato per il verso in apertura: Right now it’s time to…kick out the jams motherf*cker!, che era ritenuto osceno. Inoltre, la critica dell’epoca (siamo nel 1969) lo liquidò come ridicolo. Ciò non fermò comunque il successo dell’album stesso, molto amato dagli amanti del punk.

 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.