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Carlos Santana su Jimi Hendrix: ‘senza gli acidi non sarebbe diventato il musicista che noi tutti conosciamo’

Per gli amanti del rock il 18 settembre non è una data come le altre. Nel 1970, in questo esatto giorno, moriva infatti uno dei più grandi artisti che la musica rock abbia mai conosciuto: Jimi Hendrix. Nonostante tale morte sia ancora oggi avvolta da un alone di mistero, molti parlarono all’epoca di intossicazione da barbiturici e soffocamento da vomito e, questa tesi, è ancora oggi la più valida. Incognite a parte, Jimi Hendrix verrà ricordato per sempre per la sua musica, il suo approccio alla chitarra, il suo estro creativo e la sua incredibile tecnica. Oggi, però, non vogliamo soffermarci tanto sulla sua morte quanto sulle parole di un altro grandissimo chitarrista: Carlos Santana.

Carlos Santana su Jimi Hendrix: ‘senza gli acidi non sarebbe diventato il musicista che noi tutti conosciamo’

Jimi Hendrix, per chi non la sapesse, è morto all’età di 27 anni e, tutti gli appassionati di rock, sanno che questo non è un numero a caso. Il chitarrista di Seattle è infatti uno dei tanti artisti ad essere entrato nel maledetto club dei 27, un circolo privato di cui fanno parte alcuni grandi artisti come Jim Morrison, Janis Joplin, Brian Jones, Amy Winehouse, Kurt Cobain e tanti altri ancora, tutti morti all’età di 27 anni.

Ritorniamo però al vero succo del discorso: il rapporto tra Carlos Santana e Jimi Hendrix. I due si incontrarono per la prima volta nel 1969, durante quei 3 giorni di pace, amore e musica rock del leggendario festival di Woodstock. Proprio recentemente il chitarrista messicano naturalizzato statunitense è tornato a parlare di quell’esperienza unica e indimenticabile, aprendo poi una luna parentesi sulla musica proposta da Jimi Hendrix.

“Jimi riusciva a creare quel tipo di musica perché assumeva acidi”. Secondo Santana, infatti, le droghe hanno giocato un ruolo fondamentale per quanto concerne la creatività del chitarrista di Seattle.

Gli altri esempi proposti dal chitarrista

Il discorso di Carlos Santana, però, non è rivolto solo a Jimi Hendrix. La contrapposizione acidi-creatività è infatti secondo lui una costante nel mondo rock:

“Lo stesso discorso vale anche per i Doors di Jim Morrison e Miles Davis. A certi livelli diventa tutto diverso. E, sia chiaro, non sto promuovendo l’uso delle droghe, ma sto solo dicendo che riescono a cambiare le cose.”

Per il chitarrista di Autlan de Navarro è infatti innegabile che le droghe abbiano giocato un ruolo fondamentale nella vita di alcuni artisti, amplificando le loro -già grandi- qualità. Naturalmente anche lui ha avuto la sua buona dose (in tutti i sensi) di esperienze e, ad oggi, non accetta di essere offeso o giudicato per questo:

“Se non hai fatto certe esperienze allora non ti puoi permettere di giudicare oppure offendere. Se non sai cosa significa entrare in questo portale non puoi parlare.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)