Ci lascia Guy Webster, il fotografo e autore delle grandi copertine rock

Guy Webster ci ha lasciato il 9 febbraio 2019, la notizia è stata accertata poco meno di 48 ore fa. Guy Webster è stato un noto fotografo Hollywoodiano, che ha reso immortale la scena rock compresa tra gli anni 60 e 70 con la sua fotografia.

 Chi era Guy Webster

Nato a Los Angeles nel 1939, figlio del pluripremiato paroliere Paul Francis Webster. Guy ha modo di ampliare i propri orizzonti artistici. Gli anni 60 sono un‘epoca, e come tale, possono essere un momento. Un momento in cui la grande libertà creativa viene ritrovata, e Guy è riuscito a dare espressione a questo incredibile momento. Diventando icona della musica, rendendo immortali le più grandi opere rock ancora oggi, facilmente riconoscibili grazie al suo operato.

Testimone dell’evoluzione degli anni che ancora oggi ci condizionano, Guy è stato testimone di un’importante trasformazione. Solito fotografare i dintorni del paese nativo, Guy ha visto i suoi campi da gioco, e i suoi ricordi, divenire l’epicentro di un violento terremoto che non solo ha scosso la scena musicale, ma le arti visive, la cultura popolare, e la stessa concezione di “Bellezza“.

Negli anni ha consolidato la propria reputazione di fotografo per l’incredibile capacità di catturare la sfumatura emotiva dell’epoca. Dando identità e personalità, ai volti che rappresentavano non solo la scena rock, ma anche quella cinematografica e politicaJack Nicholson, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Bill Clinton, Ronald Regan e altre centinaia di personalità eccentriche, sono presenti al progetto del fotografo.

Gli scatti, parte integrante della storia.

Sebbene oggi, l’arte della fotografia sia per eccellenza l’arte di cui tutti abusano, la fotografia all’epoca era un sistema complesso. E’ giusta la concentrazione sul soggetto e la medesima attenzione su di esso, ma l’importanza della fotografia è data dall’insieme delle cose, dall’assemblaggio complessivo del tutto. Un’insipida inquadratura, direttamente posta sul nudo femminile o maschile che sia, è oggi spacciata per arte. Guy Webster ha dato emotività, e cosa più importante ha dato identità all’epoca che immortalava.

Oltre all’inquadratura di singolarità come Mick Jagger e Bob Dylan, vi sono nel progetto le copertine che hanno indelebilmente segnato la storia tra cui; The Doors, Rolling Stones, Simon & Garfunkel, e Mamas and Papas.

L’inevitabile morte, i problemi di salute:

Nel 2015, subito dopo il progetto “Big Shoots” cui raffigurava gli eccelsi volti rappresentanti dell’arte, viene colpito da un malore al cuore, che successivamente si rivelò essere un cancro al fegato, complicatosi a causa del diabete.

Una foto è il passato ma è al tempo stesso il presente e il futuro di ciò che quel luogo o quel soggetto rappresenta e è, e potenzialmente non sarà più. Un “immagnificoparadosso in cui assieme si fondono la verità scientifica di un istante, e la dinamicità del cambiamento. Questo è l’articolo che racconta di Guy, il fotografò che all’epoca raccontò la bellezza che è, e la bellezza che fu.

 

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Alessia Scozzari, Studentessa di materie umanistiche. appassionata a tutto ciò che è arte, in particolar modo alla poesia e ai versi che la raccontano,chitarrista compositrice, esperta nel mondo del blues e del rock'n'roll. Articolista e aspirante giornalista. (demarcoalessia2000@gmail.com)