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I cinque migliori album Metal degli anni 2000

All’alba del Terzo Millennio, la scena Metal era particolarmente fervente ed immersa nelle sfaccettature più mainstream del panorama musicale. Questo, grazie a vere e proprie istituzioni del genere, come i Korn e gli Slipknot che, aiutarono il Metal, nelle sue accezioni più moderne, ad ergersi come un fenomeno di stile decisamente diffuso. All’epoca, nacquero diverse band, appartenenti alla corrente del Nu Metal che fecero capolino sull’industria proficua sorta dietro al genere in questione.

Un’intera generazione di giovani è cresciuta con la musica Heavy al top delle classifiche; vendendo milioni di copie e, imprimendo un intero genere nell’immaginario collettivo come simbolo di un decennio. Il mondo della musica, però, può essere beffardo. A metà degli anni 2000, quando il Metal sembrava dominare indiscusso, l’industria subì un tracollo, trasformandosi in un fenomeno di nicchia.

Sebbene il crollo dell’industria fosse stato, in termini di vendite, assolutamente devastante; contribuì a rivestire di nuovo lustro un genere che si stava avvicinando pericolosamente al rischio di omologazione. Con la nascita di nuove correnti e manifestazioni di stile meticolosamente costruite, il mondo del Metal subì una vera e propria rinascita. In questa classifica, abbiamo deciso di raccogliere alcuni dei migliori album Metal degli anni 2000.

5) Lamb Of God – Ashes Of The Wake

Ashes Of The Wake rappresenta l’epitome tecnica e compositiva dei Lamb Of God. Si tratta della quintessenza del sound con cui si sono affermati, con spiccata prepotenza, sul panorama musicale internazionale. Le linee vocali del frontman della band, Randy Blythe sono brutali quanto esplosive. La ferocia ricercata nei testi collima alla perfezione con la furia esplicata dagli strumenti, rendendo il disco, nel complesso, un’esplosione di violenza allo stato puro.

4) Killswitch Engage – The End Of Heartache

Il terzo album in studio dei Killswitch Engage è, sicuramente, uno dei migliori album Metal usciti negli anni 2000. Potremmo identificare The End Of Heartache come il ponte sull’abisso creatosi, nel corso degli anni, tra i fan dell’Hardcore e quelli del Metalcore; spesso in conflitto. Con The End Of Heartache, i Killswitch Engage firmarono il sodalizio che, di li a poco, li avrebbe portati nel firmamento della musica moderna, con il cantante Howard Jones. Attraverso tecniche di growl profondo, Jones ha ampiamente contribuito a scrivere una delle pagine più felici della band simbolo del Metal moderno. Alcuni brani presenti nel disco, sono stati utilizzati negli Horror Movies, Resident Evil Apocalypse e Freddie Vs. Jason, rivestendo di ulteriore fama l’opera.

3) Marilyn Manson – Holy Wood (In The Shadow Of The Valley Of Death)

La parabola narrativa percorsa da Marilyn Manson nella strutturazione di Holy Wood rappresenta uno dei migliori esempi di concept album Metal nella storia del genere. Il disco raccoglie perfettamente le atmosfere tessute dai testi, dall’elevato contenuto lirico. Tetri e, a tratti, terribilmente violenti, i brani di Holy Wood raccontano una storia di morte e crudezza brutale come poche. Il disco non si esimia dal trattare tematiche delicate in ambito politico e religioso. Il lavoro di John 5 alla chitarra, nel condire l’Industrial Metal con cui, Manson, ha reso inconfondibile il suo sound, con atmosfere Glam e Art Rock, fornisce all’opera, un ulteriore alone di eclettismo musicale.

2) Linkin Park – Hybrid Theory

Hybrid Theory rappresenta alla perfezione il sound aggressivo con cui la scena Metal si affermò, all’alba del Terzo Millennio, sul tetto del mondo. Si tratta di un disco straordinario in ogni sua parte che lanciò i Linkin Park sulla stratosfera in men che non si dica, lasciando che conquistassero un posto ambito nell’Olimpo della musica moderna, rimanendoci per tutta la durata della loro meravigliosa carriera. Sia musicalmente che liricamente, Hybrid Theory è, non solo,un simbolo della cultura giovanile degli anni 2000, ma, soprattutto, uno dei migliori dischi di tutti i tempi.

1) Slipknot – Iowa

Con Iowa, gli Slipknot, reduci dallo sbaragliante successo del loro self-titled di debutto, risalente al 1999, consacrarono il loro nome alla leggenda. I Nove del Nodo dimostrarono all’opinione pubblica che il Nu Metal potesse sortire inflessioni tecniche non indifferenti, attraverso una cura particolare delle batterie e delle chitarre presenti nell’album, che contribuirono alla costruzione di un flavour più istrionico al disco. Le linee vocali di Corey Taylor sono laceranti e madide di brada follia. Iowa è, senza ombra di dubbio, uno dei migliori album Metal degli anni 2000 e, presenta alcuni di quelli che, ancora oggi, risultano essere brani simbolo della band; tra cui, citiamo capolavori come Disasterpiece, People = Shit e The Heretic Anthem.

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)