3 March, 2021, 20:38

Dave Grohl: “Continuo a sognare che Kurt Cobain sia ancora vivo”

Nel corso delle ultime settimane, Dave Grohl si è prestato a numerose interviste, complice il fatto che, con i suoi Foo Fighters, sia in procinto di rilasciare un nuovo album, attesissimo dai fan, che prenderà il nome di Medicine at Midnight. Una delle sue ultime conversazioni, avuta con le penne dell’Independent, l’ha visto scavare nei meandri più profondi della sua coscienza. Durante il colloquio, infatti, Dave Grohl ha rivelato di sognare ancora che Kurt Cobain sia vivo. Ricordiamo, infatti, che il leggendario frontman abbia seduto dietro le pelli dei Nirvana nei loro anni d’oro, costruendo uno straordinario rapporto d’amicizia col compianto leader del gruppo, morto suicida nel 1994. Di seguito, abbiamo riportato le sue parole.

Dave Grohl sui sogni in cui Kurt Cobain è vivo

I fan più affezionati alle vicende di Dave Grohl e al suo percorso musicale a partire dalla militanza nei Nirvana, sapranno perfettamente che dopo la morte dell’amico Cobain, avesse deciso di dare un taglio alla musica, sentendosi perso ed incapace di ritrovarsi nella passione che l’aveva portato sul tetto del mondo.

Riguardo i sogni in cui Kurt Cobain è ancora vivo, Dave Grohl spiega: “Nei miei sogni, comincio sempre a sentirmi bene, pieno di gioia; Kurt c’è sempre. Penso che sia ancora vivo e, nonostante non vi trovi una spiegazione, un senso di felicità mi pervade. Poi, però, tutto va storto, appena saliamo sul palco. Il pubblico è assente e le bacchette della mia batteria si allungano, raggiungendo dimensioni inutilizzabili”.

“Onestamente – prosegue l’artista – penso che in questi sogni ci sia una sorta d’energia, una connessione che li rende qualcosa di più che semplici esperienze oniriche. Non sono un fisico o cose del genere, ma credo che i miei sogni abbiano un senso e che non siano solo allucinazioni.

Il musicista parla della sua prima reazione alla perdita dell’amico

Come detto, la prima reazione di Dave Grohl alla morte di Kurt Cobain fu quella di abbandonare la musica. Dopodiché, il musicista riprese ad avvicinarsi alla sua passione, cominciando ad incidere tutte le canzoni che, negli anni, aveva scritto e mai pubblicato. L’artista ha spiegato di aver interpretato quel momento della sua vita come un modo efficace per esorcizzare i suoi demoni. “Per me, fu solo qualcosa con cui poter guardare al futuro – spiega – Sono una persona ottimista e ho bisogno di qualcosa che mi faccia alzare dal letto ogni mattina e mi renda felice. Non avevo idea della portata che i miei progetti avrebbero assunto da lì ad un quarto di secolo.

“Negli ultimi 25 anni, però, sono rimasto bloccato nello stesso ciclo. Registriamo un album, lo portiamo in giro per il mondo tre volte e, al ritorno, ci diciamo che non rifaremmo mai più lo stesso. Siamo esausti alla fine di ogni tour, non vorremmo più rivedere uno strumento in vita nostra. Due settimane dopo, mi ritrovo sul divano a scrivere altre canzoni per un altro disco. Questa è stata la mia vita per decenni. Fermarmi, per me, fu davvero molto difficile”.

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)