The Greatest Hits degli Eagles: la storia di un album da record

The Greatest Hits (1971-1975) degli Eagles è il primo Best of della band statunitense. L’album, che è il più venduto della storia del gruppo, detiene inoltre il titolo di disco più venduto negli Stati Uniti: il 20 Agosto 2018 ha infatti superato il record appartenente a Thriller di Michael Jackson.

Il primo album a ricevere il premio Platinum

L’album ha la particolarità di essere il primo album a ricevere il premio Platinum, introdotto nel 1976 per riconoscere e premiare tutti gli album che hanno venduto un milione di copie negli Stati Uniti. Il disco ha ricevuto la sua certificazione il 24 febbraio 1976, una settimana dopo il suo rilascio.

La Recording Industry Association of America ha infatti certificato come “38 volte disco di platino” l’album degli Eagles, che, tradotto in numero di copie vendute, equivale a 38 milioni. A livello mondiale, l’album ha venduto complessivamente oltre 42 milioni di copie. 

Nella raccolta non è però presente la canzone più conosciuta della band: “Hotel California”. La storica traccia degli Eagles è presente infatti nell’omonimo album del 1976, a sua volta il terzo più venduto negli Usa.

Eagles: un mix di sound e tradizioni

La musica delle Aquile è un mix di sound e tradizioni. Le loro origini di Los Angeles hanno giocato un ruolo importante nel loro pacato sound folk-rock californiano. Nel frattempo, il background di Don Henley, nato e cresciuto nel nord del Texas, ha lasciato un’impronta fondamentale nel loro country-rock.

Oltre al grande successo commerciale, gli Eagles hanno avuto l’intuizione di sviluppare il proprio marchio visivo attraverso le copertine degli album. Molte delle loro copertine presentano infatti un tema coerente con la loro musica, puntando costantemente sul tema del sud-ovest americano. Tema trasmesso attraverso l’uso di teschi di animali, tramonti, cactus, deserti.

La copertina di The Greatest Hits

L’opera è una decalcomania di un teschio d’aquila, posta su uno sfondo azzurro. L’aspetto irregolare dello sfondo ha dato origine al mito che si trattasse di cocaina. Anche Glenn Frey, membro del gruppo, ha notato la strana somiglianza: tuttavia la band ha deciso di non sfatare il mito.

La band, nonostante il successo, si è lamentata del fatto che l’album fosse soprattutto uno stratagemma della casa discografica per poter vendere senza dover pagare costi di produzione aggiuntivi. Don Henley ha infatti ammesso all’epoca: ” alla casa discografica non fregava un cazzo se l’album fosse buono o meno, volevano solo un prodotto

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Classe '94,amante della musica in tutte le sue sfumature. Le note sono nel DNA della mia famiglia: mio padre chitarrista, mio zio batterista. Io? Articolista e aspirante critico musicale. Appassionato di letteratura, cinema e arte. Ultimo, ma non per minor importanza,studente di lettere moderne.