21 January, 2021, 17:09

Elvis Presley: le più belle canzoni dedicate alle donne

Elvis Presley è stato uno dei più grandi cantanti dello scorso secolo, le cui registrazioni e gesta dal vivo entrate nella leggendo, sono ancora oggi d’ispirazione a milioni d’artisti. È noto il detto secondo cui al fianco un grande uomo ci sia sempre una grande donna. Questo caso non fa eccezione. Per la precisione le donne cardine per Elvis nel corso della sua vita sono state tre: la madre Gladys, la moglie Priscilla e la figlia Lisa Mary. Ad ognuna di loro nel corso degli anni avrebbe dedicato canzoni magnifiche, vediamo le cinque più rappresentative

“My Happiness” – 1953

“My Happiness” non è una canzone qualunque tra le più di seicento che Elvis registrò nel corso della sua carriera. È infatti la prima canzone in assoluto che registrò in uno studio di registrazione. Ciò avvenne un anno prima che pubblicasse il suo primo singolo, “That’s All Right Mama”, nel 1954. “My Happiness” fu infatti uno dei due brani Elvis registrò alla Sun Records quando scoprì che qui per pochi dollari era possibile registrare un proprio acetato ad uso personale. Fu questa l’occasione per entrare in uno studio di registrazione, registrando un disco che avrebbe poi regalato a sua madre. Per inciso il secondo brano era “That’s When Your Heartaches Begin”, che avrebbe poi riregistrato nel 1957, quando già era famoso in tutto il mondo.

“Mama Liked the Roses” – 1970

Sempre dedicata alla madre è indubbiamente la canzoneMama Liked The Roses”. Gladys perse la vita nel 1958 sconvolgendo Elvis dal punto di vista emotivo, rappresentato un lutto che probabilmente on riuscì mai a superare del tutto. I due infatti erano incredibilmente legati, tanto che quando il padre Vernon si risposò, Elvis non si presentò al matrimonio. Registrata più di dieci anni dopo dal tragico evento, “Mama Liked The Roses” ricorda i momenti felici che il protagonista del brano passava quando la madre era ancora in vita.

“Kentucky Rain” – 1969

“Kentucky Rain” è una delle canzoni che Elvis Presley registrò nel corso delle leggendarie “Memphis Session” all’American Sound Studio, come altri grandi brani come “In The Ghetto”, “Don’t Cry Daddy” o “Suspicious Minds”. Il brano racconta di un innamorato che viene abbandonato apparentemente senza motivo dalla compagna, iniziando così a cercandola ovunque nella speranza di ricongiungersi a lei. Lisa Mary Presley a dichiarato che questa è la sua canzone preferita tra quelle incise da suo padre.

“Always On My Mind” – 1972

Una delle più celebri ballate di Elvis Presley è sicuramente “Always On My Mind”. La canzone venne pubblicato in un momento particolare della vita personale di Elvis. Infatti sua moglie aveva da poco ottenuto la separazione. Il testo espone come un uomo rimasto solo, si rende conto che si sarebbe potuto prendere cura meglio dell’amata. Una delle tanti frasi rappresentative in tal senso può essere: Little things I should have said and done, I just never took the time”. ( “Le piccole cose che avrei potuto dire o fare, non mi sono mai preso il tempo per metterle in atto.”).

Questa canzone venne rilasciata come singolo come lato B di un’altra canzone “Separate Ways”. Anche quest’ultimo brano tratta della separazione tra marito e moglie, toccando un altro tema particolarmente caro al cantante nato a Tupelo, ossia quello della situazione della figlia a seguito del divorzio. Tale tematica viene ancor di più esplorata nel pezzo che ci apprestiamo ad analizzare: “My Boy”.

“My Boy” – 1975

Come già anticipato “My Boy” analizza la situazione di un figlio “diviso” tra madre e padre. Quest’ultimo si rivolge al bambino, che in quel momento sta dormendo, poiché non riesce più a trattenersi. Nella prima strofa spiega che mamma e papà si sono lasciati, mentre nella seconda rivela che in seguito a questo evento ha perso tutto. Nella terza il padre si rende conto che sia stato meglio dire queste cose mentre il figlio stava dormendo, per non rovinare la sua visione della vita. È invece nel ritornello che viene rivelato il motivo che lo fa andare avanti: suo figlio, che rappresenta tutto per lui.

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com