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David Bowie, quella volta che il Duca Bianco “salvò” un album di Eric Clapton

Scavando e indagando nel passato della grande storiografia musicale, si possono scoprire relazioni insospettabili tra grande artisti e rockstar del panorama internazionale. Legami che hanno ispirato e suggerito successi intramontabili e grandi capolavori. Aneddoti interessanti, come quello che lega David Bowie e Eric Clapton – riesumato da Far Out Magazine dai propri archivi.

DAVID BOWIE E ERIC CLAPTON, LA STORIA DEL LORO UNICO INCONTRO

Ripercorrendo la storia e la carriera di David Bowie, si può facilmente vedere come il suo cammino abbia incrociato quello di alcuni degli artisti più famosi e importanti della musica. Come a volte, sia stato lui stesso, a presentarli al mondo, collaborandovi assieme. Un esempio su tutti quello di Lou Reed, accompagnato sul palcoscenico britannico dall’autore di Ziggy Stardust nel lontano 1972.

Eppure, tra i tanti nomi eccezionali con i quali David Bowie si è confrontato nell’arco della propria carriera, quello di Eric Clapton compare una sola volta. I due artisti, tra i più amati della musica, hanno infatti avuto modo di incontrarsi in un’unica occasione. Un evento quello, che inciderà concretamente sul lavoro di Slowhand.

ERIC CLAPTON, QUELLA VOLTA CHE NON RIUSCIVA A TROVARE UN TITOLO PER IL PROPRIO ALBUM

In una clip inedita, Eric Clapton ha raccontato della volta in cui – sul punto di pubblicare il suo 21esimo album in studio, nel 2013 – non riusciva in alcun modo a trovare un titolo adatto. “Volevo chiamarlo “50 years of drift” […] 50 Years of Drift in an Open Tuning si sarebbe dovuto chiamare – ha esordito il chitarrista – era un omaggio al libro di Derek Taylor, che si intitolava 50 Years of Drift in an Open Shirt”. Clapton ha poi ammesso di aver capito subito che quel titolo non funzionasse molto bene.

Tornando al punto di partenza, l’autore di Cocaine decise di lasciar che l’idea giungesse da lui naturalmente. Un giorno dunque, stava guardando la televisione quando gli capitò di vedere David Bowie promuovere la sua nuova canzone “Where are We Now?”. “Non conoscevo David, lo avevo visto una sola volta – ricorda Clapton – devo ammettere di non essere suo fan al 100% in tutto quello che fa. Ma quella canzone mi ha preso per il collo, mi ha sconvolto. E tutto l’album, l’ho subito ordinato”.

ERIC CLAPTON E LA CHIAMATA A DAVID BOWIE: IL TITOLO PERFETTO PER IL SUO ALBUM

Dopo essere rimasto letteralmente scioccato di fronte alla bellezza della canzone di David Bowie dunque, Eric Clapton prova a mettersi in contatto con lui – per ringraziarlo. Alla fine manda un biglietto al suo ufficio stampa, “per aver scritto un pezzo così bello”. La risposta di Starman non si è fatta attendere: “Grazie per il complimento, Old Sock”.

“Ho pensato “e’ questo”! – continua a raccontare Eric Clapton su quel momento catartico – gli ho mandato un messaggio chiedendogli “va bene se la uso come titolo del mio nuovo album?”. E David Bowie non solo acconsentì ma gli permise di condividere anche la storia. Così venne pubblicato Old Sock, il 12 Marzo del 2013. “Mi piace perché è venuto da qualcuno che rispetto” spiegò Eric Clapton a proposito di quel curioso titolo.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.