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Fabrizio De André, La storia del presunto testamento del cantautore

Fabrizio De André è stato un cantautore apprezzatissimo e la sua scomparsa ha lasciato un vuoto nella vita dei fan e della sua famiglia. Come sempre avviene in questi casi, subito dopo la morte vi sono diverse polemiche. Stavolta Faber si è risparmiato la solita trafila di ipotesi sulla sua morte più o meno vera, in quanto aveva una malattia comprovata e quindi nessuno ha avuto nulla da ridire. Dopo la sua morte, però, polemiche sono nate riguardo al suo testamento. Non stiamo parlando della canzone Il testamento, né del Testamento di Tito, bensì proprio del testamento personale del nostro cantautore. Ma cosa è successo?

Il testamento di Fabrizio De André

Partiamo subito con lo specificare che non esiste un testamento vero e proprio. Infatti, per testamento si intende un atto giuridico eseguito presso un notaio in cui una persona sostanzialmente mette agli atti le sue volontà inerenti alla sua eredità e ad altro. De André non si recò mai da un notaio in tal senso. Il problema nasce dal fatto che potrebbe esistere una lettera destinata ad un istituto che aiuta prostitute e persone sfortunate che potrebbe costituire un documento fondamentale. Se fosse autentica, diventerebbe un vero e proprio testamento, perché l’erede sarebbe in questo caso appunto l’istituto. Quel testamento che non esiste, improvvisamente sarebbe in qualche modo presente con una esplicita richiesta riguardante i possedimenti di De André.

La lettera è autentica?

Sostanzialmente, però, nessun notaio ha ricevuto qualcosa del genere né ci sono conferme che questa lettera sia stata davvero scritta da Faber. Quando sono state chieste delucidazioni a Cristiano De André, il figlio di Fabrizio De André, ha risposto che potrebbe darsi, insomma una risposta non positiva, ma neppure negativa. Ciò ha alimentato le congetture. Diciamo anche che per quanto concerne la personalità di Faber, non sarebbe stato impossibile da pensare. Se pensiamo ai contenuti delle sue canzoni, così vicine alle persone meno fortunate, ai miseri, ai vinti, alle prostitute, allora non ci risulta così difficile pensare che Fabrizio De André abbia voluto in qualche modo devolvere una somma di denaro al suddetto istituto. Gli altri familiari spiegano però che il solo testamento di Faber, anche se non si può chiamare così, furono delle indicazioni generiche su cosa fare con i suoi diritti d’autore. Stando a quanto riporta La Repubblica, Dori Ghezzi sarebbe stata molto decisa nell’affermare che De André non era tipo da testamento. Ma cosa vuole dire esattamente? Ha ragione? Bisogna capire se davvero il cantautore ha voluto compiere questo ultimo nobile gesto, che sicuramente sarebbe stato da lui.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.