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Franco Battiato: gli album più rivoluzionari realizzati dal cantautore italiano

Se pensiamo ad un rivoluzionario della musica italiana non si può non avere in mente Franco Battiato. Non un semplice cantautore, ma un intellettuale e artista unico nel suo genere. Vi sono moltissimi album che possono essere considerati rivoluzionari. Sperimentalismo, poesia, musica. Vediamo i cinque album più importanti in tal senso.

La voce del padrone

Non poteva mancare questo disco. Oltre ad essere stato eletto il secondo album più bello della musica leggera italiana (superato da Crêuza de mä di Fabrizio De André), contiene alcune tra le canzoni più importanti del cantautore siciliano. La rivoluzione di questo album è il profondo connubio tra musica e poesia. Si tratta anche del primo long playing a superare il traguardo del milione di copie vendute in Italia. Le canzoni sono più orecchiabili rispetto ad altre del cantautore, ma sono comunque di un pop originale e sperimentale.

Patriots

Si tratta del primo successo commerciale di Franco Battiato. Non ebbe delle vendite stratosferiche, ma lo possiamo considerare un disco importante e che con il tempo è diventato un grande classico. L’aspetto importante di questo album sono le numerose citazioni letterarie a grandi autori, come a Giacomo Leopardi. Altro elemento eccezionale è il multilinguismo. Troviamo una canzone incisa interamente in lingua araba che si chiama Arabian song. Troviamo poi una canzone con una citazione in francese, Passaggi a livello, in cui si cita apertamente Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust. Da menzionare Prospettiva Nevski, uno dei brani più famosi di Franco Battiato.

L’inverno con la mia generazione
Le donne curve sui telai vicine alle finestre
Un giorno sulla prospettiva Nevski
Per caso vi incontrai Igor Stravinsky.

L’Egitto prima delle sabbie

Questo album mette in evidenza la grande cultura musicale di Battiato. Curò moltissimo la composizione delle proprie canzoni anche grazie allo studio di Karlheinz Stockhausen. Lo stesso premio Stockhausen (un festival internazionale per pianoforte) fu peraltro vinto dall’album. L’aspetto originale di questo disco è che è caratterizzato solamente da due lunghissime tracce, entrambe strumentali. Mostra quindi la grande capacità di sperimentare di Battiato, che compose spesso canzoni solamente strumentali nella sua fase sperimentale.

Fisiognomica

Quest’album sorprese moltissimo per le molteplici influenze. Possiamo notare una grande presenza di sonorità della musica classica e dell’opera lirica. Ciò si evince anche dalla presenza di un soprano. La più famosa tra le tracce è sicuramente E ti vengo a cercare, una delle più romantiche del repertorio di Battiato.

E ti vengo a cercare
Anche solo per vederti o parlare
Perché ho bisogno della tua presenza
Per capire meglio la mia essenza.

L’imboscata

Non rivoluzionario quanto i precedenti, se vogliamo con questo parlare di periodo sperimentale e di influenze particolari. Merita comunque un posto perché è indicativo della collaborazione dell’autore con Manlio Sgalambro, il filosofo che ha regalato alle sue canzoni importanti caratteristiche. La prima delle quali la componente onirica ed esoterica, come nella famosissima La cura. Il connubio tra musica e poesia è qui ancora più evidente.

Vagavo per i campi del Tennessee
Come vi ero arrivato, chissà
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
Attraversano il mare. 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.