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Guns N’ Roses, Matt Sorum: “Pensavo che un membro della band sarebbe morto”

Chi conosce la storia dei Guns N’ Roses sa che uno dei capitoli fondamentali della storia della band è stato rappresentato dalla presenza di una lineup certamente differente dalla formazione principale, e che fu caratterizzata da artisti, soprattutto chitarristi ai batteristi, che sostituirono gradualmente gli artisti originali della formazione, facendosi che all’interno della stessa rimanesse soltanto il solo Axl Rose. Uno dei più rappresentativi e importanti, pure in anni difficili, è stato Matt Sorum, certamente tutt’altro che sconosciuto nella storia della musica data la sua collaborazione con i Motorhead e con altre band come Velvet Revolver e Camp Freddy: il batterista ha raccontato degli accessi della band e di quelli che potevano essere anni difficili che avrebbero addirittura portato alla morte di uno dei membri della Formazione. Vogliamo citarvi queste dichiarazioni nel dettaglio.

Le dichiarazioni di Matt Sorum sui Guns N’ Roses

Seguendo le dichiarazioni di Matt Sorum, di cui vi abbiamo precedentemente fatto menzione, i Guns N’ Roses hanno attraversato una fase della loro vita in cui il successo fu la matrice fondamentale della loro carriera, come sottolineato dallo stesso batterista: “In quel particolare momento della nostra vita… sai, sei giovane e sei là fuori e sei ribelle, e stai facendo quello che pensi sia giusto in quel momento. Incontro ragazzi più giovani e gruppi più giovani: fanno festa e fanno le loro cose, e non ho niente da dire a riguardo, a parte il fatto che arriverai lì quando arriverai, e farai quello che farai fino a quando non lo farai più. Devo dire che una grande percentuale di quegli anni è stata grande. Non torno indietro, ‘Oh, amico, è stato orribile. Ero in pessime condizioni”.

Il membro dei Guns N’ Roses che ha rischiato la morte

Scendendo più nello specifico delle dichiarazioni di Matt Sorum, il batterista dei Guns N’ Roses che ha parlato della situazione della band statunitense, vi riportiamo le parole del batterista stesso, che hanno riguardato quale fosse la condotta di vita dei membri della band, specie in tempo di grande successo: “Sì, ci sono stati dei momenti, ai tempi… pensavo che qualcuno sarebbe morto, di sicuro. E mi preoccupavo probabilmente più degli altri ragazzi che di me. Soprattutto [il bassista] Duff [McKagan, che lottava con l’alcolismo]; pensavo che rischiasse ogni giorno, perché c’erano momenti in cui lo vedevo e dicevo: “Dio…” Ma tutti noi abbiamo vissuto per raccontare la storia, se volete, con l’eccezione delle persone che amiamo, come Scott [Weiland], e delle persone che abbiamo perso, come Chester [Bennington] e Chris Cornell…”.

E ancora: “Quelli erano gli artisti che avrebbero saldato il conto dai ragazzi che sono venuti prima di loro. Quelli erano i tre grandi che avrebbero sostituito le icone prima di loro. Chi sostituirà Mick [Jagger] e Steven Tyler e tutti questi grandi frontman del rock ‘n’ roll? Qual è la prossima generazione? Chi sono i ragazzi che prenderanno il loro posto per la prossima generazione, tanto che porteranno a dire come: ‘Oh mio Dio. Questo è Chris Cornell, uno dei più grandi cantanti rock di tutti i tempi”.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.