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I 5 riff di basso più difficili da imparare a suonare

Il basso è uno strumento fondamentale all’interno di una band. Sebbene passi spesso sotto i radar dei meno avvezzi, il quattro corde si è rivelato, nel corso della storia del Rock, un elemento importantissimo per delineare l’efficacia di un brano o, addirittura, di un intero disco. La sezione ritmica dei gruppi, del resto, rimarrebbe gravemente compromessa qualora venisse meno la colonna portante rappresentata dal ruolo del bassista.

Nonostante queste premesse rivestano la figura del basso e del suo utilizzatore di un certo prestigio, si tratta, almeno fino ad ora, di plausi relativi agli aspetti ritmici dello strumento. Quando i bassisti decidono di concedersi linee soliste, tendono a dominare le intere tracce, facendo entrare i loro riff di basso nella storia. I giri proposti da alcuni bassisti sono riusciti ad oscurare le figure di chitarrista e cantante all’interno delle band; portando il quattro corde alla ribalta. Alcuni di questi riff di basso sanno essere particolarmente difficili. In questa classifica, abbiamo raccolto alcuni dei più complicati in assoluto.

5) Dream Theater – Panic Attack

Tratta da Octavarium del 2005, Panic Attack dei Dream Theater contiene uno dei riff di basso più difficili da imparare a suonare in assoluto. La leggendaria band simbolo del Progressive Metal, del resto, ha abituato i suoi milioni di fan in tutto il mondo a livelli qualitativi altissimi che, per forza di cose, presuppongono uno studio meticoloso di esercizi stilistici particolarmente intricati. I brani dei Dream Theater non sono mai semplici nella loro esecuzione, ma il giro di basso che compone Panic Attack è uno dei più articolati mai composti nella storia della musica moderna.

4) Red Hot Chili Peppers – Around The World

Around The World è uno dei brani più evocativi nella discografia dei Red Hot Chili Peppers. Si tratta del secondo singolo estratto dal loro celeberrimo settimo album Californication. La traccia, che non ha bisogno di presentazioni, essendo rimasta impressa nell’immaginario collettivo sin dalla sua pubblicazione, si riallaccia, musicalmente parlando, al Rap Rock delle origini che contraddistinse il sound della band. Around The World si erge su una intro iconica, dominata dal basso distorto di un formidabile Flea e dalla chitarra di Frusciante altrettanto aggressiva.

3) Tool – The Pot

Da 10,000 Days del 2006, The Pot è una delle canzoni più amate dei Tool. Il gruppo, si è distinto sin dagli albori per l’eclettismo straordinario con cui compongono le loro tracce. Quello di The Pot, è uno dei riff di basso più difficili da imparare a suonare in assoluto a causa del tempo particolare su cui si basa che lo rende complicato da controllare, soprattutto in contesti di gruppo.

2) Led Zeppelin – The Lemon Song

Tratta da Led Zeppelin II, del 1969, The Lemon Song lascia trasparire alla perfezione l’importanza del ruolo di John Paul Jones all’interno della band. La traccia presenta, infatti, dei lick di basso straordinari, che rendono il brano unico nel suo genere. John Paul Jones riesce a non essere mai ripetitivo, tessendo atmosfere variegatissime ed istrioniche.

1) Jaco Pastorius – Portrait Of Tracy

Jaco Pastorius è stato uno dei più grandi bassisti di sempre. Ancora oggi, la comunità di riferimento risente profondamente del suo apporto. Portrait Of Tracy è uno dei suoi brani più rappresentativi. Le armoniche presenti al suo interno lo rendono particolarmente difficoltoso da eseguire, soprattutto vista la distanza sul manico tra le note dei riff.

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)