La morte di Bon Scott e la misteriosa figura di Alistair Kinnear

Il 19 febbraio del 1980 il corpo senza vita di Bon Scott, storico frontman degli AC/DC, fu trovato sul sedile del passeggero di una Renault 5. Ma come ci è finito lì? Che cosa è successo nelle sue ultime ore di vita? E, soprattutto, chi è quella misteriosa figura chiamata Alistair Kinnear?

L’incontro tra Bon Scott e Alistair Kinnear

Per far luce sulla questione è doveroso fare un passo indietro e cominciare dall’inizio.

Londra, 18 febbraio 1980, Bon Scott si trova nel suo appartamento e non sa che fare; decide così di fare un colpo di telefono alla sua ex compagna Silver Smith per invitarla ad uscire. La donna, però, è piuttosto stanca e declina l’invito. Dopo qualche minuto Silver riceve un’altra telefonata, quella del suo amico Alistair Kinnear che la vorrebbe invitare ad una festa a Camden Town. La donna ovviamente rifiuta anche questo invito, ma dice ad Alistair che c’è il suo ex di nome Bon che si sta annoiando a morte e avrebbe voglia di uscire.

Detto fatto. Alistair Kinnear passa a prendere Bon con la sua Renault 5 e, insieme, si dirigono al Music Machine (oggi Koko). I due uomini iniziano a bere senza sosta e, a fine festa, sono paurosamente ubriachi. Nonostante lo stato alterato Alistair decide comunque di rimettersi in macchina e di tornare a casa, mentre Bon dorme beato sul sedile del passeggero. Quando arrivano a destinazione Scott è ancora incosciente e, Kinnear, troppo ubriaco per sollevarlo di peso e portarlo a casa. Preoccupato, Alistair chiama la sua amica Silver per chiederle consiglio: “Tranquillo, è già capitato in passato -afferma la donna- Non è niente di grave. Lascialo riposare e passerà tutto.”

Bon Scott: una morte ancora avvolta nel mistero

L’uomo si tranquillizza, risale in macchina, inclina il sedile del passeggero, copre Bon con una coperta e ritorna beatamente a casa a dormire. Il suo sonno è però interrotto alle 11 del mattino dalla visita di un amico, al quale Alistair chiede di andare a controllare se Bon è ancora nell’auto. L’amico scende, va a controllare, ritorna da Alistair e afferma che l’auto è completamente vuota. Tranquillizzato dalla notizia, ipotizzando che Bon si sia risvegliato e se ne sia andato, si rimette a dormire. Alle 7 di sera, quando si riprende, l’uomo esce di casa e fa un’orribile scoperta: il cantante è ancora sul sedile della sua Renault. Alistair mette in moto e si precipita in ospedale, ma ormai non c’è più nulla da fare: Ronald Belford “Bon” Scott è morto. Il verdetto dell’autopsia parla chiaro: ‘intossicazione acuta da alcool’.

Questa storia però è piena zeppa di incognite ed incongruenze. Che collegamento c’è tra Bon Scott e Alistair Kinnear? Perché Alistair due giorni dopo la morte di Bon è sparito dalla circolazione? (ricomparendo solo 20 anni dopo, per poi sparire ancora nel nulla). E l’uomo che alle 11 del mattino non ha visto nessuno nella Renault? Che cosa è successo veramente quella tragica notte? Questo, forse, non lo sapremo mai con precisione.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)