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Le canzoni rock registrate con gli strumenti più strani di sempre

Nella storia della musica rock, in molti casi sono stati utilizzati accessori alquanto particolari. Diamo un’occhiata alle canzoni rock suonate con gli strumenti più strani di sempre. Non solo chitarra, batteria, basso e tastiera, ma molto altro. Il linguaggio della musica è davvero universale e chiunque ha la possibilità di sperimentare a proprio piacimento. Ecco alcuni brani diversi rispetto al solito, con casi bizzarri di strumenti atipici e talvolta assurdi.

L’ocarina di Wild Thing (nella versione dei Troggs)

Iniziamo da una circostanza davvero particolare, con l’uso di un arnese dal suono soave. Stiamo parlando dell’ocarina, utilizzata nel brano Wild Thing nella versione dei Troggs. Si tratta un gruppo rock britannico in voga negli anni ’60, che aveva composto questo singolo nel 1966. Al posto della parte originale con l’armonica, la band aveva scelto di inserire un sorprendente riff di ocarina. Un’idea a metà strada tra il cazzeggio e la provocazione, che però ha avuto un suo fascino.

Il kazoo dei Pink Floyd, di Jimi Hendrix e dei Red Hot Chili Peppers

Un altro tra gli strumenti più strani più utilizzati nella storia del rock è senz’altro il kazoo. Si tratta di un piccolo tubo metallico che viene appoggiato alle labbra, dando vita ad un verso simile ad un pettine immerso nella carta velina. Anche il rock ha adoperato spesso questo particolare aggeggio. Ad esempio, Jimi Hendrix se ne servì nel 1968 per il brano Crosstown Traffic. Nello stesso anno, fu la volta degli ultimi Pink Floyd di Syd Barrett, che lo utilizzarono nel pezzo Jugband Blues. Un anno dopo, fu la volta di Dionne Warwick in This Girl’s in Love With You. Infiine, nel 1996, i Red Hot Chili Peppers non poterono farne a meno nella loro variante innovativa di Love Rollercoaster, scritta originariamente dagli Ohio Players. Una scelta davvero intrigante.

Lo scacciapensieri dei Beatles, di Leonard Cohen, degli Who e dei Clash

Ecco un altro strumento musicale che profuma d’Italia. Stiamo parlando dello scacciapensieri, un dispositivo che crea suono mentre vibra, senza la necessità di corde o aria. Un’altra scelta bizzarra nell’ambito della musica rock, usata per la prima volta dai Beatles in The Fool on the Hill. Anche Leonard Cohen apprezzava particolarmente questo oggetto e lo aveva utilizzato a più riprese. Nel 1972, fu la volta degli Who con la versione dal vivo di Join Together. Infine, nel 1979, i Clash lo inserirono in The Guns of Brixton, per opera di Mick Jones.

La glassarmonica dei Pink Floyd e dei Korn

Un altro accessorio particolare è senz’altro la glassarmonica. Si tratta di uno strumento noto anche come armonica a bicchieri, che prevede una sequenza di calotte di vetro inserite in un asse orizzontali, sulle quali vanno sfregate le dita. Anche Mozart, Beethoven e Donizetti erano fan di questo oggetto. Tornando al rock, nel 1975 i Pink Floyd la utilizzarono in Shine On You Crazy Diamond part 1 – 5. Nel più recente 2007, è stata invece la volta dei Korn durante un loro concerto MTV Unplugged.

Altri tra i strumenti più strani del rock

Quali sono gli altri strumenti più strani della musica rock? Il diddley-bow entra nella lista grazie alla sua corda posta tra due chiodi situati su una base in legno ed era utilizzato da Willie Joe Duncan, negli anni ’50. Il Jug, la nota brocca di vetro americana, era stata adoperata dal musicista Tommy Hall nelle sue composizioni psichedeliche. Le cornamuse scozzesi sono state utilizzate a più riprese, dai Tears for Fears ai White Stripes, dagli AC/DC agli U2, passando per Peter Gabriel. Infine, lo slide whistle, ossia il fischietto allungato, era stato scelto da Bob Dylan in Highway 61 Revisited, inserito al posto della classica armonica a bocca.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)