Le dieci canzoni rock che non pensavi fossero cover

La storia del rock è formata, per certi versi, non soltanto da capolavori immortali e brani di grandissimo livello, ma anche di reinterpretazioni che hanno fatto la storia. Alcune cover sono passate alla storia per la loro bellezza e hanno portato formazioni o artisti ad acquisire un certo grado di celebrità; talvolta, sono così tanto riuscite che sembra siano originali: vi vogliamo parlare proprio delle cover di questo tipo e, per questo, vi citiamo dieci canzoni rock che non pensavate fossero cover.

Dazed and Confused dei Led Zeppelin (cover di Jake Holmes)

La prima delle cover rock che hanno fatto la storia tanto da sembrare originali è quella di Dazed and Confused. Il brano, presente nel primo omonimo album della band britannica, è una cover dell’artista folk Jake Holmes, che realizzò questa canzone per il suo album di debutto, “The Above Ground Sound” of Jake Holmes. Il brano – uno dei tre in cui Jimmy Page realizza l’assolo di chitarra con l’archetto di violino – ha colpito così tanto la band britannica che ne fu realizzata una cover anche ai tempi dei Yardbirds.

I love Rock ‘n’ Roll dei Joan Jett & The Blackhearts (cover di The Arrows)

Si tratta di una delle canzoni più famose degli anni settanta, passata alla storia soprattutto per le cover che sono state realizzate negli anni di cui, probabilmente, la più significativa è quella dei Joan Jett & The Blackhearts. In realtà la canzone è stata scritta da Alan Merrill e Jake Hooker degli Arrows, nel 1975. Inutile dire che, fatta eccezione per i grandi conoscitori del rock, in molti hanno pensato che la canzone dei Joan Jett fosse originale (tanto che ne è stata fatta anche una campionatura).

Hey Joe di Jimi Hendrix (cover di Billy Roberts)

Con la cover di Hey Joe iniziamo un trittico che vede protagonisti Jimi Hendrix e Bob Dylan; il primo ha avuto certamente il pregio di aver così tanto personalizzato le proprie reinterpretazioni da renderle originali. A dimostrazione di ciò non si può non citare Hey Joe, brano blues che ha avuto non pochi problemi nell’appropriazione dei diritti: se in un primo momento la canzone è stata attribuita a Dino Valenti, infatti, nel 1962 fu riconosciuta la paternità di Billy Roberts. 

Knockin’ On Heaven’s Door dei Guns N’ Roses (cover di Bob Dylan)

Se di Jimi Hendrix abbiamo lodato originalità e personalizzazione, di Bob Dylan va lodata la capacità di scrivere testi meravigliosi, di cui spesso ci si dimentica della mano. Knockin’ On Heaven’s Door è l’esempio chiarissimo di questo concetto: la canzone è divenuta celebre grazie all’interpretazione che i Guns N’ Roses offrono all’interno di Use Your Illusion II. In realtà, però, è anche uno dei più celebri brani del cantautore e poeta statunitense, che merita di essere conosciuta nella sua forma originaria.

All Along The Watchtower di Jimi Hendrix (cover di Bob Dylan)

Finiamo questo trittico con l’incontro tra chi abbiamo precedentemente citato, attraverso il capolavoro All Along the Watchtower: la canzone che non pensavi fosse una cover è stata realizzata da Bob Dylan nel 1968, per l’album John Wesley Harding. Con il cambio di tonalità e della sequenza di accordi, Jimi Hendrix ha fatto la storia realizzandone una splendida cover.

Love Buzz dei Nirvana (cover di Shocking Blue)

Tra gli artisti che hanno realizzato cover che, per la loro bellezza e celebrità, sembrano essere originali figurano sicuramente i Nirvana: pubblicata nel 1988, Love Buzz è una canzone che rispecchia particolarmente le passioni di Krist Novoselic per il rock psichedelico, che invece Kurt Cobain odiava. Nonostante ciò, il leader dei Nirvana decise di assecondare il desiderio del suo compagno di band che ha, negli Shocking Blue, una delle sue band preferite.

Smockin’ In the Boys Room dei Motley Crue (cover di Brownville Station)

Realizzata inizialmente dai Brownville Station nel 1973, per l’album Yeah!, Smockin’ In The Boys Room è passata alla storia grazie alla cover realizzata dai Motley Crue, 12 anni dopo, per Theatre of Pain. Il brano, che parla degli studenti che cercano di evitare il divieto di fumare nelle proprie stanze, ha ottenuto grande successo in diversi paesi.

The Man Who Sold the World dei Nirvana (cover di David Bowie)

Una delle canzoni più belle e significative che i Nirvana abbiano realizzato durante il celebre show acustico che la formazione statunitense realizzò per la serie Unplugged degli MTV. The Man Who Sold the World è una cover così tanto bella che lo stesso David Bowie, che l’ha realizzata, si è complimentato con i Nirvana per la reinterpretazioni così ben riuscita. La canzone del Duca Bianco è l’ottava traccia dell’album omonimo, ed è stata realizzata nel 1970.

Evil Woman dei Black Sabbath (cover dei Crow)

Penultima delle canzoni che non pensavi fossero cover rock è Evil Woman dei Black Sabbath. Presente nell’album di debutto della metal band ed estratto anche come signolo, la canzone è stata – in realtà – realizzata nel 1969 dalla band Crow, quando raggiunse il 19esimo posto nella Billboard Hot 200 statunitense, a dimostrazione di un successo non arrivato soltanto con la band di Ozzy Osbourne.

I Fought the Law di The Clash (cover di Sonny Curtis)

Ultima tra le cover rock che vi citiamo è quella di I Fought the Law. Incisa per la prima volta nel 1959 dai Crickets, la canzone è stata realizzata da Sonny Curtis un anno prima. Soltanto venti anni dopo, nel 1979, i Clash ne hanno realizzato una splendida cover pubblicata come singolo. Al di là della punk rock band, il brano è stato oggetto di tantissime reinterpretazioni.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.