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Leonard Cohen: Ecco perché è l’artista più amato di sempre

Nato Leonard Norman Cohen a Montreal, il 21 settembre del 1934, l’artista è stato un cantautore, poeta, scrittore e compositore molto amato. L’apporto di Leonard Cohen sul panorama musicale moderno è dei più profondi. Il leggendario artista ha dato vita ad alcuni dei brani più evocativi nella storia del Rock; affermandosi come un caposaldo della musica contemporanea. Leonard crebbe in una famiglia ebrea immigrata nel Canada. Suo padre morì quando lui aveva solo nove anni. L’uomo, di origini polacche, aveva sposato una donna lituana, figlia dello scrittore Solomon Klonitsky-Kline.

Leonard Cohen visse la sua giovinezza nel quartiere di Westmount, per poi iscriversi all’università di McGill a Montreal; laureandosi in letteratura inglese nel 1955. Fu proprio durante gli studi universitari che Leonard scoprì il suo amore per la poesia. Cohen scrisse la sua prima raccolta nel 1956; intitolata Let Us Compare Mythologies. Leonard Cohen esordì come cantautore nel 1967, pubblicando Songs Of Leonard Cohen. Sebbene all’epoca il disco non riscosse il plauso della critica, ad oggi viene definito come una pietra miliare della storia della musica; nonché come il lavoro migliore di Cohen. Il misticismo e la profondità d’animo che contraddistinguono la sua opera, rendono Leonard Cohen l’artista più amato di tutti i tempi.

Lo stile che ha reso Leonard Cohen il più amato di sempre

Leonard Cohen aveva già 33 anni quando esordì sulle scene musicali. Erano gli anni ’60, un periodo storico fervente come pochi altri, in cui i giovani artisti si scontravano a colpi di hit per affermare la propria egemonia sulle classifiche internazionali. Songs Of Leonard Cohen rappresentò tutt’altro, il disco era un lavoro introspettivo che poneva in risalto l’anima sofferta del cantautore. La sua straordinaria esperienza di vita traspariva nei testi delle sue canzoni, madide di emozione e lirismo. La sua voce confermava quanto travagliata fosse stata la sua vita e quanto trasparente potesse essere anche coi riflettori puntati addosso.

Al di la delle sue esperienze di vita, la verità era che Leonard si sentisse tanto perso quanto chiunque altro innanzi alla vastità dell’esistenza. Questo stato d’animo, oltre modo profondo, rivestì di una luce unica la sua opera; soprattutto attraverso la passione di Cohen per l’ignoto. Leonard aveva girato il mondo, visitato templi, luoghi magici e zone martoriate dalla guerra. Aveva appreso tutto ciò che i suoi viaggi avevano da offrire e ne aveva fatto tesoro nelle sue canzoni.

La sua opera si distingue dalle altre per il fascino etereo e la sincerità straordinaria con cui Cohen metteva a nudo le sue insicurezze, mostrandosi al suo pubblico per ciò che era realmente. Cohen amava affrontare la creazione delle sue canzoni come un’indagine da seguire; alla scoperta dei meandri più oscuri delle varie tematiche che trattava al loro interno. Leonard Cohen ammirava il meraviglioso terrore della verità della vita e, questo, gli permise di diventare l’artista più amato di tutti i tempi. Il 7 novembre del 2016, Cohen si spense a Los Angeles, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di milioni di appassionati; la sua opera, comunque, resterà indimenticata, visto il suo contributo al panorama socioculturale moderno, rimasto terribilmente segnato dalla sua perdita.

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)