28 January, 2021, 09:14

Linkin Park, In the end ha vent’anni, ma quanto è moderna?

I Linkin Park sono una delle band più importanti del panorama musicale mondiale. Hanno con i loro testi segnato soprattutto l’adolescenza di molti di noi, ma in generale con un sound unico ed una capacità di reinventarsi hanno sempre stupito. Sappiamo tutti che tre anni fa la grande carriera di questa band ha subito un duro colpo: Chester Bennington, frontman e voce solista del gruppo, ha deciso di togliersi la vita a causa di una tremenda depressione di cui soffriva. Da allora, ai Linkin Park è associato questo triste epilogo. Il 2020 è stato un anno in cui ci siamo ricordati di questa band, essendo l’anniversario della pubblicazione del loro primo album: Hybrid Theory. Nel 2021 compie invece vent’anni il singolo In the end, che per i Linkin Park fu sicuramente un grande successo.

Vent’anni per Hybrid Theory

Hybrid Theory fu pubblicato nel 2000, precisamente il 24 Ottobre. Quindi, il 24 Ottobre 2020 tutti ci siamo ricordati di questo disco rivoluzionario. Ancora oggi continuiamo ad ascoltarlo e amarlo per le tematiche e per la musica. Un disco complesso, su cui Chester Bennington disse a Rolling Stone:

È facile perdersi nelle cose – pensando “povero, povero me”, ed è da questo che provengono canzoni come Crawling: non posso sopportare me stesso. Ma questa canzone tratta del prendersi le responsabilità delle proprie azioni. Tratta di come io stesso sono il motivo di ciò che provo. C’è qualcosa dentro di me che mi indebolisce.

L’introspezione è sempre appartenuta alla band e ci aiuta, col senno di poi, anche a comprendere certi aspetti della personalità del frontman Bennington. Seppur dopo due decenni, Hybrid Theory è ancora un enorme successo: dopo vent’anni è ancora in cima alle classifiche Billboard.

In the end: un capolavoro dei Linkin Park

Abbiamo detto che l’album uscì nel 2000, ma il quarto singolo estratto con il suo video ufficiale fu In the end ed uscì nel 2001. Proprio il video ufficiale ha superato il miliardo di visualizzazioni su Youtube ed è sicuramente il più famoso della band. In questo video si usa l’animazione CGI, è ambientato in deserto della California e dovrebbe ispirarsi a La principessa Mononoke secondo quanto dichiarato da Mike Shinoda. Per quanto concerne la tematica, come si vede già dal video è pregnante lo scorrere del tempo con le sue conseguenze. Il paesaggio che vediamo anche nel video ci suggerisce un clima ostile, di pioggia e deserto. Le urla di Chester Bennington sul ritornello, unica parte melodica in quanto è soprattutto Mike Shinoda qui ad intervenire, esprimono tutta la frustrazione del protagonista.

Perché non smetteremo mai di ascoltarla

In the end è una canzone eccezionalmente moderna, in quanto a partire dall’iconica intro al pianoforte, non finirà mai di piacere e non stancherà mai. Le sensazioni che esprime sono universali e qualsiasi uomo di qualsiasi epoca vi si può riconoscere. A partire dal famoso verso in cui si dice “Ho riposto la mia fiducia in te”, una situazione di sconforto nei confronti di una delusione che, purtroppo, tutti possiamo ritrovarci a vivere. Oltre alla componente musicale di tutto rispetto, il testo è un’analisi psicologica ed approfondita di cosa significa affrontare la vita nella sua fragilità.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano", una raccolta di racconti dal titolo "Dipinti, brevi storie di fragilità" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical. (silviargento97@gmail.com)