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Live Aid: le curiosità sul concerto di beneficenza che sicuramente non conoscevi

Quello del Live AID rappresenta, senza alcun dubbio, uno dei concerti più significativi e importanti che ci siano mai stati nella storia della musica. La manifestazione musicale in questione, organizzata da Bob Geldof d divenuta celebre a seguito di una serie di espedienti e aneddoti che meritano di essere sottolineati, ha ottenuto un incredibile celebrità che ancora oggi dimostriamo con concerti di grandissimo calibro, tra tutti quello dei Queen. Eppure, per quanto si sia sicuri di conoscere il Live AID al 100%, ci sono diversi aneddoti e alcune curiosità che meritano di essere conosciute nel dettaglio, e che vogliamo sottolinearvi all’interno di questo articolo. Ecco quali sono le curiosità sul concerto di beneficenza che sicuramente non conoscevi.

Le curiosità più incredibili sul Live Aid

Volendo subito scendere nel dettaglio di quello che è il tema che abbiamo preso in considerazione per il nostro articolo, ovvero le curiosità sul Live AID che meritano di essere prese in considerazione soprattutto da parte di coloro che non le conoscono, sono diversi i fatti e gli aneddoti che meritano di essere sottolineati. In primo luogo, non si può tralasciare quell’autostop che Bob Geldof ha dovuto effettuare per tornare a casa. L’organizzatore della manifestazione musicale, infatti, non ha trovato nessun taxi per poter ritornare a casa, e dopo aver organizzato una delle manifestazioni musicali più importanti di sempre ha dovuto chiedere a auto di fortuna e di passaggio la possibilità di tornare a casa.

E non è ancora finita qui, dal momento che un altro aneddoto piuttosto incredibile riguarda il concerto dei Who, che furono impegnati in un’esibizione abbastanza duratura, per quanto fossero scanditi i tempi dell’esibizione grazie ad una spia rossa. Proprio la stessa, infatti, iniziò a lampeggiare durante l’esibizione della band di Pete Townshend, che decise però di ignorare completamente quel segnale e, nonostante la segnalazione, decise di continuare a suonare dopo aver distrutto la stessa spia rossa. E ancora, Elton John ha indossato un cappello da cuoco e ha allestito un barbecue nel backstage dello stesso celebre concerto, mentre Phil Collins, che si è esibito sia in Inghilterra che negli Stati Uniti, aldilà del disastro con i Led Zeppelin che l’ha visto protagonista, ha affrontato anche un jet lag piuttosto particolare, e l’ha portato addirittura a tornare indietro nel tempo rispetto all’orario in cui si è esibito dall’altra parte del mondo.

Tornando ai Who, durante l’esibizione della canzone My Generation, si è verificato un errore tecnico, nonostante il pubblico non se ne sia assolutamente accorto, che ha riguardato la struttura musicale è strumentale dello stesso brano. E che dire dell’esibizione dei Queen, riconosciuta come la migliore nel contesto del Live Aid? La band non doveva neanche esibirsi, dal momento che lo stesso Freddie Mercury temeva che il concerto sarebbe divenuto troppo semplicemente di una caratura politica che i Queen non volevano sopportare a seguito delle polemiche affrontate in passate; fu soltanto grazie a Bob Geldof e alle sue convincente dichiarazioni che i Queen parteciparono alla manifestazione musicale di grandissimo successo. In quell’occasione, i Queen si sono anche serviti di un segreto relativo alla struttura sonora del concerto per emergere rispetto a tutti gli altri artisti, che faticavano anche a sentire se stessi. E non è ancora finita qui, dal momento che Paula Yates, prima di giungere al Live AID, si è fermato ad una stazione di benzina poco vicino al concerto, per comprare dei fiori da regalare a Lady Diana.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.