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Metallica, il primo produttore considerava Lars Ulrich un batterista inutile

Sono davvero numerose le storie che possono essere collegate a doppio filo con la band hard rock dei Metallica. In tal caso, il protagonista dell’aneddoto che stiamo per raccontarvi è il batterista Lars Ulrich. Alcuni particolari interessanti emergono da un’intervista rilasciata da Flemming Rasmussen, il primo produttore del gruppo nato a Los Angeles nel 1981. Il manager danese aveva un’opinione iniziale non proprio lusinghiera nei riguardi del noto musicista, anzi.

La produzione di Ride the Lightning, secondo album dei Metallica

La vicenda che vi mostriamo risale al 1984, anno in cui è stato realizzato il secondo disco dei MetallicaRide the Lightning. Dello staff che aveva lavorato all’album faceva parte anche il produttore danese Flemming Rasmussen. In tempi recenti, quest’ultimo ha rilasciato un’intervista alla rivista Classic Rock UK, nella quale ha fornito alcuni dettagli interessanti su un musicista iconico della band. Stiamo parlando del carismatico batterista Lars Ulrich, le cui doti iniziali, secondo Rasmussen, non erano proprio da considerarsi straordinarie.

Lars Ulrich e le sue discutibili doti da batterista

Mentre parlava della gestazione di Ride the Lightning, Rasmussen ha citato una serie di problematiche che avevano afflitto la batteria di Lars Ulrich. Lo strumento non sembrava così preciso come auspicabile nella fase iniziale delle sessioni. In pratica, il musicista non era capace di mantenere tempi perfetti in maniera costante e tendeva, nei vari casi, ad accelerare o rallentare il ritmo.

“Pensavo che Lars Ulrich fosse totalmente incapace quando suonava la chitarra”, così ha esordito il produttore senza mezzi termini. “La prima cosa che gli chiesi quando iniziò a suonare fu: ‘Ogni parte inizia in levare?’. Lui mi rispose che non sapeva neanche cosa significasse”. Un inizio non proprio roseo, ma Ulrich si sarebbe rifatto con gli interessi nel passare degli anni.

Come Flemming Rasmussen risolve il problema con Ulrich

A quel punto, Flemming Rasmussen fu costretto a correre ai ripari. Chiamò in soccorso il musicista di strada Flemming Larsen, esponente della band thrash metal Artillery. L’obiettivo era quello di aiutare Lars Ulrich a migliorare i propri fondamentali inerenti alla batteria tramite un corso accelerato. “Iniziammo a parlargli dei beat, con l’arco di tempo che doveva trascorrere tra due colpi differenti e la capacità di saper contare fino a quattro per ripartire di nuovo”.

Ad ogni modo, Rasmussen era comunque convinto che Ulrich sarebbe stato in grado di suonare riempimenti di ottimo livello, raggiungendo vette inesplorate. Il produttore avrebbe poi lavorato insieme ai Metallica anche in due dischi successivi, ossia Master of Puppets…And Justice for All. Anche in quest’ultimo caso, il manager ebbe a che fare con qualche problema tecnico, stavolta riguardante i sintetizzatori. All’epoca, Rasmussen disse che sarebbero stati lo stesso Ulrich e il frontman James Hetfield a chiedere di abbassare il volume del basso, su sua esplicita richiesta.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)