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Michael Jackson, tutti i segreti del Re del Pop nel suo diario segreto

Il diario segreto di Michael Jackson – scomparso tragicamente nel Giugno 2009 – potrebbe aprire un nuovo spiraglio chiarificatore sulle ultime ore di vita del Re del Pop. E non solo questo. Il libro svela anche le più recondite paure del cantante e i suoi sogni sull’immortalità. Scopriamo tutti i dettagli in questo articolo.

MICHAEL JACKSON, IL MISTERO SULLA MORTE DEL RE DEL POP

Prima di scoprire quali fossero i piani e i progetti di Michael Jackson per assicurarsi l’immortalità artistica, scopriamo cosa scrisse nel suo diario negli ultimi mesi di vita. Una delle note che si possono leggere – come riferisce il Mirror – riporta la scritta “Conrad deve lavorare ora, non posso essere stanco”. Il riferimento è ovviamente al medico Conrad Murray, che somministrò a Jackson i sedativi che lo uccisero.

Nell’ultimo periodo della sua vita, il cantante di Thriller stava assumendo esorbitanti quantità di antidolorifici che, per di più, non gli facevano nemmeno effetto. Anni e anni di pillole lo avevano reso immune a ogni tipo di medicazione. E’ per questo che Michael Jackson chiese alla fine a Murray di somministrarli le dosi intravena. Un errore che si rivelerà fatale.

MICHAEL JACKSON E L’ABUSO DI ANTIDOLORIFI

Nel libro Bad: An Unprecedented Investigation into the Michael Jackson Cover-Up, l’autore Dylan Howard mette insieme i pezzi che possano aiutare a ricostruire il quadro clinico del cantante nell’ultimo periodo. Stando alle ricerche di Howard, Jackson sarebbe stato dipendente da pillole per l’ansia, antidolorifici e medicinali per dormire già dai primi anni ’90.

Nel 1999 iniziò ad assumere l’antidolorifico Demerol direttamente intravena. La famiglia e gli amici di Michael Jackson erano molto preoccupati, attribuendo alcune sue bizzarrie e stranezze a quell’eclatante abuso di medicinali. Effetti che si manifestarono anche in atteggiamenti paranoidi, come si evince dal pagine del diario. “Ho paura che qualcuno stia cercando di uccidermi – scriveva infatti il Re del PopCi sono persone malvagie ovunque. Mi vogliono distruggere e prendere la mia compagnia pubblicitaria. Il sistema vuole uccidermi per il mio catalogo…non lo venderò”.

I PROGETTI SUL FUTURO DI MICHAEL JACKSON

Oltre alle paure e alle paranoie dell’ultimo periodo, il diario di Michael Jackson mostra anche quanto il cantante fosse ossessionato dall’idea di diventare il più grande di sempre. Di essere immortale come Charlie Chaplin o Walt Disney. Stando alle sue parole, il Re del Pop aveva grandi e magnifici progetti in mente per il futuro. Innanzitutto si era prefissato di guadagnare circa 20 milioni di dollari a settimana. Poi aveva in mente delle collaborazioni di spicco: con il Cirque du Soleil per una serie di concerti, con il brand Nike e con Hollywood.

Oltre al fatto di volersi buttare nel mondo del cinema e delle pellicole di Hollywood, Michael Jackson avrebbe voluto anche assumere un “tipo del merchandising”. Il suo scopo era quello di mettere in cantiere il remake di alcuni classici del cinema come 20,000 Leghe Sotto il Mare o Il Settimo Viaggio di Simbad. In questo piano ambizioso e ampio si integrava anche la ricerca di collaboratori davvero fidati. L’autore di Thriller non si fidava più del suo manager infatti, Tohme T. Tohme, arrivando al punto di non volerlo “sull’aereo o in casa mia”.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.