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Nick Mason, ‘Live at Roundhouse’: cosa pensano David Gilmour e Roger Waters del nuovo album dei Saucerful of Secrets?

Nel 2018 l’ex Pink Floyd Nick Mason, dopo un lungo riposo durato circa 25 anni, decise di mettere su un supergruppo -i Nick Mason’s Saucerful of Secrets– con l’intento di riproporre alcuni storici pezzi dei Pink Floyd. E proprio qualche giorni fa, il 18 settembre per l’esattezza, insieme alla sua band ha pubblicato l’album ‘Live at Roundhouse‘.

L’album Live at Roundhouse dei Saucerful of Secrets

Contenente le registrazioni di alcuni pezzi dei due concerti tenutisi presso il Roundhouse di Londra nel maggio dello scorso anno, ‘Live at Roundhouse‘ presenta oltre venti brani tratti dai vari album dei Pink Floyd nel periodo antecedente a ‘The Dark Side of The Moon‘. Si tratta, quindi, di brani che non venivano presentati dal vivo da decenni, registrazioni risalenti ai primissimi periodi dei Floyd, mescolate ad alcune rarità come ‘Vegetable Man‘ di Syd Barrett.

“Devo dire la verità: è stato veramente fantastico! -ha spiegato Mason a proposito del disco- ho ritrovato nuovamente l’entusiasmo di far parte di una band, è fantastico.”

L’opinione di David Gilmour e Roger Waters

Il chitarrista Gary Kemp e l’ex bassista dei Pink Floyd Guy Pratt si sono divisi i compiti vocali, mentre i tastieristi Dom Beken e Lee Harris hanno completato il lavoro. Lavorando tutti insieme come una sola unità, i Saucerful hanno dato vita a qualcosa di veramente unico e, a tesserne le lodi, ci hanno pensato anche i membri ancora in vita dei Floyd.

“Sono stati gentilissimi-ha continuato Mason- In realtà è una di quelle cose per cui potrebbero disapprovare, ma non mi fermerebbero mai. E, alla fine, ottenere la loro approvazione lo rende molto più piacevole. Gilmour è stato davvero gentile a prestarci le attrezzature e, di tanto in tanto, continua ad inviare messaggi di posta elettronica a Guy per sapere come procede. E francamente, ottenere tutta l’approvazione di Roger è stato un qualcosa di semplicemente fantastico “.

Tornando all’album l’artista ha poi spiegato:

“A dirla tutta è stato molto strano per me, ma alla fine ho solo cercato di far funzionare la cosa. Già dalle prime volte avevo quel vero senso di déjà vu: quella situazione mi ha ricordato così tanto la prima uscita con i Pink Floyd. Il Roundhouse è un luogo assolutamente straordinario e davvero interessante: al piano di sopra c’è e il locale, mentre il piano terra è diviso in piccoli studi dove tutti i ragazzi del posto possono andare a prendere in prestito chitarre o ricevere aiuto per imparare a suonare. È una specie di centro di intrattenimento, è un posto speciale.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)