25 February, 2021, 17:03

Nirvana: ecco cosa pensava Kurt Cobain di Dave Grohl come cantante

Serving The Servant: Remembering Kurt Cobain è l’ultimo libro con cui la memoria del leggendario frontman dei Nirvana è stata onorata. Ad opera di Danny Goldberg, ex manager del gruppo, il testo rappresenta uno spaccato molto dettagliato dell’indole brillante e della sensibilità di Kurt Cobain. Serving The Servant, uscito nell’aprile del 2020, offre al mondo una visione nuova della figura di Kurt, troppo spesso messa in ombra dai tratti più oscuri della sua esistenza, culminata nel tragico atto finale che ha messo fine alla sua ascesa nel mondo della musica. Oggi, comunque, il lascito inestimabile dei Nirvana continua ad essere investito del meritato plauso e, grazie a libri come Serving The Servant è possibile sapere dettagli della vita nella band troppo spesso passati sotto i radar. In una recente intervista col Washington Post, l’autore ha riflettuto sull’idea che Kurt Cobain aveva di Dave Grohl come cantante. Ne riportiamo le parole.

Cosa pensava Kurt Cobain di Dave Grohl come cantante?

Kurt Cobain e Krist Novoselic hanno sempre saputo dello straordinario potenziale dell’amico e compagno di band. Per i Nirvana, Dave Grohl rappresentò un forte valore aggiunto. Il suo approccio alla batteria era unico e, nonostante oggi ricopra con grande successo il ruolo di frontman in una delle Rock Band più amate dell’ultimo quarto di secolo, il suo playing dietro le pelli continua ad affascinare milioni di appassionati. I due Nirvana si accorsero immediatamente della preziosità di Dave. Senza pensarci due volte, quindi, il giovane entrò a far parte della storica band di Seattle.

Durante il colloquio col Washington Post, però, Danny Goldberg ha aggiunto un importante tassello a questa storia, rivelando cosa Kurt Cobain pensasse realmente di Dave Grohl come cantante. In particolare, l’ex manager ha detto: “Ricordo che Kurt mi disse ‘Non credo che tu abbia capito quanto è bravo Dave come cantante. Io lo sento intonare armonie praticamente tutte le notti’. In effetti era veramente così. Lo sapevo perché Kurt aveva un lato molto fraterno e dolce, nonostante non riuscisse bene a nascondere un po’ di invidia nei confronti di Dave. In realtà, era molto competitivo”.

Goldberg ha concluso la sua intervista con un augurio ricco di nostalgia. Ovvero, sperando che grazie al suo libro, le persone cominceranno, come detto, a ricordare Kurt Cobain per la persona straordinaria che era. Le sue ultime parole prima di congedarsi dall’intervistatore, infatti, sono state: “Se solo la gente potesse vedere il suo sorriso come lo vedo io nella mia mente”.

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)