26 January, 2021, 09:03

Pino Daniele: 5 tappe che riassumono la carriera del Bluesman italiano

Pino Daniele nacque a Napoli il 19 marzo del 1955 e, sin dal suo esordio sulle scene, il mondo della musica italiana ebbe modo di cambiare drasticamente. Forte di un sound innovativo, sovversivo e sperimentale, Daniele funse da spartiacque tra il passato ed il futuro del cantautorato del Bel Paese; arrivando, tra l’altro, a portare la musica italiana all’attenzione delle grandi stelle d’oltreoceano. Pino Daniele è diventato, in pochi anni, il simbolo del Blues italiano, con un’inventiva ed un’identità artistica assolutamente fuori dal comune. La sua morte, avvenuta il 4 gennaio del 2015, gettò in un profondo stato di shock chiunque in vita avesse amato l’uomo oltre l’artista e, egualmente, la sua musica straordinaria. In quest’articolo, vogliamo ricordare Pino Daniele, delineando la sua carriera artistica attraverso 5 tappe fondamentali per descriverla.

Gli esordi e le prime band di Pino Daniele

Pino Daniele scoprì la sua spiccata passione per la musica sin dalla tenerissima età. I suoi esordi avvennero militando in una band chiamata New Jet che, il musicista, fondò insieme a Gino Giglio. Sebbene avesse avuto luogo per poco tempo, il suo periodo con i New Jet si rivelò molto significativo nella formazione tecnica e compositiva con cui si sarebbe, in seguito, approcciato alla musica. La sua esperienza ebbe modo, comunque, di concretizzarsi con la fondazione dei Batracomiomachia; band che tra le sue file vedeva Paolo Raffone, Rosario Jermano, Rino Zurzolo, Enzo Avitabile ed Enzo Ciervo.

L’attività di turnista

Nel 1975, Pino diede inizio ad una fortunata attività di session-man che l’avrebbe portato a suonare nell’album inciso da Mario Musella sotto etichetta King, rimasto inedito fino al 2012, quando fu pubblicato con il titolo di Arrivederci e, per poi apparire come chitarrista nell’album Suspiro di Jenny Sorrenti e, successivamente accompagnare Bobby Solo in tour.

Pino Daniele, Napoli Centrale e Terra Mia

Il 1976 fu l’anno della svolta per Pino Daniele che giunse, finalmente, alla sua militanza nella band simbolo dell’underground partenopeo, Napoli Centrale. Nella prestigiosa line-up del gruppo, figuravano i nomi di alcuni tra i musicisti più brillanti del panorama napoletano e, tra questi, avrebbe spiccato per importanza quello del sassofonista James Senese. Il sodalizio artistico tra i due, si sarebbe riflesso nella carriera solista di Daniele che sarebbe nata di lì a poco.  In quello stesso anno, infatti, il produttore Claudio Poggi della EMI rimase impressionato da alcune demo di Pino. Nel 1977, Terra Mia, album di esordio solista di Daniele avrebbe cambiato per sempre le sorti della musica italiana.

Nero a Metà e Piazza del Plebiscito

Dopo aver aperto l’iconico show di Bob Marley allo Stadio San Siro di Milano, Pino Daniele pubblicò Nero a Metà. Era il 1980 quando Daniele regalò al Bel Paese uno degli album italiani più belli di tutti i tempi. Si trattò di un disco ricco di contaminazioni, attraverso il quale, Daniele sbalordì ancora una volta pubblico e critica. Il 19 settembre del 1981, centinaia di migliaia di persone accorsero nell’enorme Piazza del Plebiscito a Napoli per festeggiare insieme al musicista, accompagnato per l’occasione da Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e James Senese. Fu un concerto memorabile, rimasto impresso nella memoria del popolo napoletano e non solo.

L’amicizia con Eric Clapton e l’apparizione al Crossroads Festival

Era il 2010 quando, Pino Daniele, ormai diventato un mostro sacro del Blues mondiale, calcò il palco del Crossroads Guitar Festival, organizzato da Eric Clapton a Chicago; esibendosi innanzi ad una folla oceanica accanto a Joe Bonamassa e Robert Randolph. Tra le tappe più importanti della carriera di Pino Daniele, sembra d’obbligo citare la sua ascesa sul fronte internazionale, attraverso la quale, Pino ha posto un accento sul panorama musicale italiano. Quella con Eric Clapton sarebbe, comunque, diventata un’amicizia meravigliosa, riflessasi sul palco dello stadio di Cava De’ Tirreni, il 24 giugno del 2011, quando Slowhand raggiunse Pino per suonare Wonderful Tonight e Napul’è.

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)