27 February, 2021, 22:31

Spotify: la piattaforma in streaming suggerirà le canzoni in base all’umore

Il modo di concepire la musica, negli ultimi dieci anni, è cambiato radicalmente. Questa vera e propria rivoluzione digitale -portata avanti da alcune piattaforme in streaming come Spotify, Apple Music, Deezer etc etc- ha portato l’ascolto musicale ad un livello tutto nuovo. Queste piattaforme in streaming da un lato hanno assicurano un ascolto facile e veloce, dall’altro però hanno penalizzato non poco gli artisti della musica mondiale. Dopo questa rivoluzione digitale, inoltre, sono cambiati anche i parametri per calcolare le vendite di un singolo album. Ora, infatti, si prendono anche e soprattutto in considerazione i download digitali e i singoli stream: questa nuova unità di misura prende il nome di “album equivalent unit“. Le novità, però, non sono certo finite qui. Attraverso un algoritmo tutto nuovo Spotify potrà riconoscere il tuo umore e potrà suggerirti brani a seconda del tuo stato d’animo.

L’avvento delle piattaforme in streaming e drastico calo delle vendite delle copie fisiche degli album

A partire dal 2010 abbiamo assistito ad un improvviso e repentino calo delle vendite delle copie fisiche degli album. Poco tempo dopo l’industria musicale ha collegato questo drastico calo all’avvento delle piattaforme in streaming e, da quel momento, la nostra concezione di musica è cambiata radicalmente. Queste piattaforme in streaming -naturalmente- sono in continua evoluzione, anno dopo anno.

Secondo alcune ultime indiscrezioni, infatti, la piattaforma in streaming -lanciata sul mercato nel 2008 dalla startup svedese Spotify AB e fondata da Daniel EK e Martin Lorenzton– potrebbe apportare delle modifiche non indifferenti. Spotify sta testando infatti due nuove funzioni. La prima riguarderebbe la sicurezza stradale, la seconda -invece- ci riguarda personalmente.

Il primo progetto presentato dalla piattaforma in streaming

Il primo progetto pilota presentato da Spotify -sicuramente meno inquietante e problematico del secondo- riguarda come dicevamo la sicurezza stradale. La piattaforma in streaming -in collaborazione con Road Safety Foundation– sfrutterà le funzioni di geolocalizzazione dei nostri smartphone e riprodurrà i pezzi meno veloci e dinamici (presenti nelle vostre personali playlist) in prossimità di scuole ed istituti. Inoltre, secondo quanto riferito dagli esperti, a questa speciale funzione saranno abbinati specifici messaggi circa la sicurezza stradale.

Spotify: la piattaforma in streaming suggerirà le canzoni in base all’umore

Il secondo brevetto, quello più complesso e che certamente porterà con sé non poche critiche, analizza invece il rapporto tra l’app in questione e gli esseri umani che la gestiscono. Grazie ad alcuni sofisticati macchinari -sfruttando naturalmente l’intelligenza artificiale- l’app potrebbe riconoscere -attraverso il microfono del telefono- il tono di voce dell’utente e i suoni circostanti, suggerendo brani in base allo stato d’animo dell’utente. Naturalmente ci saranno anche analisi e statistiche che interesseranno l’età e i generi preferiti dell’utente in questione.

Per ora però non c’è nulla di certo. Quelli che vi abbiamo esposto sono solo dei progetti in fase di lavorazione. Prima di procedere con tali piani, però, Spotify dovrà prima assicurarsi il consenso delle authority in ogni singolo paese in cui sarà promossa l’iniziativa. Questo perché, come potrete immaginare, potrebbero esserci trattamenti e sfruttamenti di dati personali in larga scala.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)