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Perché secondo Jack White i Rolling Stones hanno copiato i Beatles

Notizia recente è quella che vede Jack White sposarsi sul palco durante un suo concerto. L’ex chitarrista dei The White Stripes ha sposato la musicista Olivia Jean. Ricordiamo una sua vecchia intervista a Mojo in cui ha parlato di un argomento sempreverde nel mondo del rock: la rivalità tra Beatles e Rolling Stones. Le due band hanno segnato la storia della musica in maniera diversa, e su di loro ancora si continua a dibattere. Eppure, nel 1963 sembrava nascere un’amicizia tra Beatles e Rolling Stones. In quell’anno infatti, Paul McCartney e John Lennon scrivono per loro il brano I Wanna be Your Man. Alla fine però scoppiò una rivalità che fece anche accusare i Rolling Stones da parte di Lennon di copiare i Beatles. Scegliere uno solo tra i due gruppi è una missione alquanto ardua, ma Jack White sembra avere le idee molto chiare.

Jack White:”I Rolling Stones copiavano quello che i Beatles facevano una settimana prima”

Durante l’intervista Jack White è stato molto duro con i Rolling Stones:

La gente vuole che i Rolling Stones siano fighi, sporchi, sguaiati. Non vogliono capire che cercavano costantemente di scrivere una hit e inseguivano cosa andava di moda, copiavano quello che i Beatles avevano fatto la settimana prima.

Secondo lui, sostanzialmente, i Rolling Stones per avere successo rubavano le idee dei Beatles. Un’affermazione alquanto forte, ma secondo Jack White non è un insulto: ha spiegato che a suo dire erano intelligenti e cercavano un modo per andare avanti.

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Il “Beatle preferito” di Jack White

Riguardo ai Beatles, poi Jack White non ha molta difficoltà a scegliere il suo preferito. La cosa fa sorridere perché per molti è davvero difficile scegliere, specie tra John Lennon e Paul McCartney, ma lui non ha nessun dubbio: Paul McCartney è un artista che stima profondamente. Secondo il chitarrista, senza qualsiasi altro membro del gruppo i Beatles sarebbero ancora i Beatles, ma non senza Paul McCartney.

Sono tutti musicisti incredibili, fuori dal mondo. Ma anche senza gli altri, con Paul ci sarebbero sempre i Beatles […]. Tutti sono dalla parte di George, ma è facile essere quello che non vuole fare nulla. È più difficile essere quello che deve motivare tutti gli altri.

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