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Beatles, la storia dell’accordo di George Harrison che ha cambiato la musica rock per sempre

Il 1966 è stato un anno d’oro per i Beatles. Nell’album di quell’anno –Revolver– troviamo di fatti per la prima volta elementi rock-psichedelici nella musica dei Fab Four. Elementi che, naturalmente, andranno poi a modellare l’iconico “Sgt. Peppers’s Lonely Hearts Club Band” dell’anno successivo.

Revolver, il settimo album in studio dei Beatles

Revolver in un certo senso è servito ai Beatles come antidoto alla sempre più crescente sensazione che lungo la strada si fossero smarriti. L’album è stato infatti registrato dopo una pausa di circa tre mesi all’inizio del 1966, proprio nel periodo in cui Londra era la capitale culturale del mondo. I testi delle canzoni riflettono l’interesse dei Fab Four verso le sostanze psichedeliche -una su tutte l’LSD– la filosofia orientale e le cosiddette avanguardie; abbracciando temi come la morte e la trascendenza dai beni materiali.

Tra le tracce più rilevanti e innovative troviamo la psichedelica Tomorrow Never Knows, l’iconica Eleanor Rigby e, naturalmente, Yellow Submarine. C’è, però, un brano su cui vorremmo soffermarci in particolar modo: “I Want To Tell You“.

I Want to Tell You: la storia dell’accordo di George Harrison che ha cambiato la musica rock per sempre

I Want to Tell You è -insieme a Taxman e Love You To– uno dei tre componimenti dell’album Revolver che porta la firma di George Harrison. Il musicista britannico, tra l’altro, era particolarmente legato a questo: per lui, infatti, ‘I Want to Tell You’ rappresentava non solo un’evidente evoluzione nella sua scrittura, ma uno sviluppo esplosivo dello scenario rock nel suo insieme.

Beatles
Pubblico Dominio https://it.wikipedia.org/wiki/File:Beatles_ad_1965_just_the_beatles_crop.jpg

Come sottolineato poi da Guitar Word, il brano ha segnato una svolta sostanziale nel modo di suonare di Harrison e, addirittura, nella storia della musica rock.

“C’è un accordo strano e stridente alla fine di ogni riga che rispecchia la sensazione disturbata della canzone -ha sottolineato l’intervistatore- oggi lo fanno tutti, ma quella era la prima volta che lo sentivamo in una canzone rock.”

“Sono davvero contento che tu l’abbia notato -ha risposto Harrison- si tratta di un accordo E7 con un F in alto, suonato al pianoforte. Ne sono davvero orgoglioso, perché l’ho letteralmente inventato io quell’accordo.”

Soffermandosi poi sulla natura del brano, l’artista ha aggiunto:

“La canzone parla della frustrazione che ognuno di noi prova nel cercare di comunicare certe cose solo con le parole. Mi sono però reso conto che gli accordi che avevo nel mio repertorio all’epoca non catturavano quella sensazione. Quindi, dopo aver ottenuto il riff di chitarra che volevo, ho sperimentato fino a quando non ho trovato questo accordo dissonante che richiamava perfettamente quel senso di frustrazione che volevo.”

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