Animal Farm: dai Pink Floyd a George Orwell

Animal Farm dei Pink Floyd ispirato a George Orwell

“I’ve looked over Jordan, and I have seen
Things are not what they seem”

Finisce così il primo verso di “sheep“, quarta canzone del concept album dei Pink Floyd, “Animal Farm”.
In effetti quest’album è un urlo di denuncia e ribellione, che rappresenta le condizioni sociali e politiche del Regno Unito negli anni 70.
Sono molte le ispirazioni che hanno condotto i Pink Floyd a comporre quest’album, da un passo della Bibbia modificato proprio in “sheep”, ad un’opera letteraria di George Orwell: Animal Farm, un romanzo satirico di grande impatto sociale, ambientato in una fattoria in cui gli animali si ribellano all’uomo, per divenire padroni del proprio pezzo di mondo. I maiali sono il gruppo dominante, quelli più scaltri, che conducono la rivoluzione sotto la guida del maiale-capo: Napoleone. Durante la storia, questi maiali diverranno sempre più dittatoriali, assumendo caratteristiche anche peggiori di quelle degli umani da cui si erano allontanati inizialmente.

Una critica alle dittature

In un primo momento, la rivoluzione degli animali rappresenta la Rivoluzione russa, capeggiata da Lenin. Alla fine, la società instaurata dai maiali, somiglierà molto alla dittatura di Stalin.
Sia questo romanzo, che l’album dei Pink Floyd, non sono altro che un’allegoria che si riferisce ad un certo periodo storico oppressivo, ma in realtà potremmo dire che la critica si riferisce a tutte le dittature in genere. Ma quali sono, nello specifico, i tratti che accomunano queste due opere?
Innanzitutto, sia Orwell che Waters mostrano gli effetti di governi molto poco democratici, riducendo gli individui in animali, mettendo umanità e bestialità a confronto. Tutto ciò genera un’antiutopia, una società immaginaria che, partendo con un’idea non realizzabile nell’effettivo, muore tragicamente. Maiali, pecore e cani, sono gli animali presenti in ambedue i lavori.

In particolare, Waters, così come Orwell, usa i maiali come creature dominanti nelle canzoni. Ciò appare evidente innanzitutto nei titoli, “Pigs on the wing”, “Pigs (three different ones”, e “Pigs on the wing (part.2), ma sono i testi a parlare chiaramente. In particolare, quello di “Pigs (three different ones)”, rappresenta tre tipi di maiali, lo specchio degli uomini presenti nella società: così parte una critica agli uomini d’affari in generale, arrivando a criticare persone come Margaret Thatcher, leader dell’opposizione conservatrice, e Mary Whitehouse, moralizzatrice definita “house proud town mouse”.
Altro punto in comune è il linguaggio, in particolare la correlazione linguaggio/pensiero, come in effetti il linguaggio possa manipolare il pensiero.

Il confronto fra Orwell e Waters in Animal Farm

Sia Orwell che Waters usano un linguaggio chiaro, che possa trasmettere il forte messaggio di ricerca di una fratellanza, di mancanza di umanità, coperta da veli di sfruttamento e non tolleranza. Ciò appare evidente in “Pigs on the wings”, leggendo:
“If you didn’t care what happened to me, and I didn’t care for you, we would zig zag our way through the boredom and pain“. Vi è anche un velo di aspra ironia, percepibile nelle risate in “Pigs (three different ones)”. Tutto ciò dimostra che un forte estremismo iniziale può davvero trasformarsi in sfruttamento e che, a causa di questo, gli individui possono perdere la propria libertà a piccoli passi.
Possiamo anche individuare tematiche comuni sia nell’opera di Orwell che nell’album dei Pink Floyd. Innanzitutto il conflitto tra umani e animali che sfocia nella ribellione contro ogni sfruttamento, e poi la predominanza del più forte. Il più forte, sfrutta il più debole: gli uomini sfruttano gli animali, i padroni sfruttano i lavoratori.

Ma c’è anche l’immagine della pecora a dimostrare quanto sia facile manipolare le masse.
Entrambe le opere, a parer mio, meritano una lettura e un ascolto perché trasmettono un messaggio che dovrebbe arrivare ad ognuno. Con quest’articolo ho tentato di mettere a confronto i punti che le accomunano; d’altronde, pur parlando di due periodi storici diversi, il messaggio è lo stesso e merita tutta l’attenzione!
Vi lascio con la scaletta delle canzoni presenti nell’album dei Pink Floyd. Quasi inutile aggiungere che musicalmente è un grandissimo album. Stay rock!

1. Pigs on the Wing, Part 1
2. Dogs
3. Pigs (three different ones)
4. Sheep
5. Pigs on the Wing, Part 2

Articolo di Anna Menale per R3M.IT

Appassionata studentessa di giurisprudenza e amante del rock in ogni sua forma, anche se le figure che maggiormente prediligo sono quelle di David Bowie e dei Pink Floyd: articolista che spazia tra settori più disparati, dagli aneddoti più curiosi fino alle storie più emozionanti.