Buon compleanno Elvis: 8 curiosità che non sai sul re del Rock n Roll

L’8 gennaio del 1935 nacque, a Tupelo (nel Mississippi), Elvis Presley. Il Re del Rock and Roll avrebbe compiuto, oggi, 83 anni. La figura di Elvis è una delle più importanti ed influenti in tutto il novecento, non solo dal punto di vista musicale ma anche artistico, culturale e sociale: basti pensare a quanti artisti, nelle epoche successive e in ogni realtà artistica, si sono ispirati a lui: Johnny Hallyday, Billy Fury o il nostro Adriano Celentano.

La vita e le numerose vicende, artistiche e non, che l’hanno riguardato godono di grande complessità. E’ stato lo stesso Elvis a sottolinearlo, nella sua frase “ogni sogno che ho fatto si è avverato centinaia di volte”. Con quest’articolo, cercheremo di evidenziare cinque curiosità che l’hanno riguardato, evidenziando tratti salienti o fondamentali della sua vita, ma anche piccoli aneddoti che forse non conoscevate.

1) Il suo nome, Elvis, è stato scelto perchè secondo nome di suo padre. “Elvis” è un nome dall’origine piuttosto incerta, probabilmente deriva da un cognome inglese molto poco diffuso o dal norvegese “Alviss”, che ha invece un significato mitologico. Alviss, infatti, era un personaggio della mitologia norrena, un nano, che aveva sposato la figlia di Thor. Fatto sta che il nome ha acquisito celebrità proprio con il celebre statunitense, tanto da diventare una delle password più utilizzate al mondo per i computer.

2) La famiglia non godeva di grande agiatezza: il padre, Vernon, lavorava soltanto saltuariamente. La madre, Gladys, era una precaria. L’abitazione in cui dimoravano, divenuta oggi quasi un monumento, era una modesta casa molto vicina alla comunità afro-americana. In realtà, più volte la famiglia di Elvis cambiò casa, pur vivendo sempre in zone non residenziali. Quando aveva 8 anni, ricevette in regalo una chitarra piuttosto modesta (nonostante volesse come regalo una bicicletta, che i suoi genitori non potevano però permettersi) e con quella, seguendo gli insegnamenti di uno zio della madre, iniziò a suonare: non poteva certo considerarsi un bimbo prodigio, ma le sue performance erano molto apprezzate dalle persone a lui vicine. Raramente Presley ha parlato della condizione della sua infanzia, preferendo sottolineare il rapporto molto affettivo che aveva con i genitori.

3) La sua caratteristica acconciatura, divenuta una dei simboli degli anni cinquanta, era probabilmente dovuta a Tony Curtis, attore statunitense che evidenziava il ciuffo con la brillantina. Iniziò ad adottare questo taglio in fase adolescenziale, facendo crescere i capelli e poi compattandoli con brillantina o, in sostituzione, grasso da scarpe. Successivamente, iniziò anche a tingerli di nero. Tutto ciò lo rese poco popolare, dal momento che gli altri ragazzi a lui coetanei tagliavano o rasavano i capelli di continuo, in uno stile quasi militare. Tingeva anche le sue sopracciglia dell stesso colore, ma ciò gli causo dei problemi salutari.

4) Uno dei movimenti più celebri che utilizzava era il cosiddetto “movimento pelvico”, che consisteva in continue oscillazioni e rotazioni del bacino. I movimenti destarono molto scalpore in quegli anni, poichè erano intesi come la rappresentazione delle movenze di un atto sessuale. Molti programmi, infatti, che lo ospitarono, furono costretti, per evitare[nextpage title=”pagina 2″]
di essere censurati completamente, a riprendere Elvis solo a partire dai fianchi in su, oscurando – dunque – le sue famose movenze. Uno dei programmi in questione fu l’ed Sullivan Show, in cui si esibì il 12 gennaio del 1957, dove ebbe, tra l’altro, molto successo. I suoi famosi movimenti gli valsero l’appellativo di “Elvis the Pelvis”, che però, come dichiarato in molte interviste, non apprezzava molto.

5) Tra le numerose vicende personali che lo riguardarono, ci fu anche un’accusa di razzismo nei suoi riguardi. Intorno al 1957 si diffuse, infatti, una voce assolutamente infondata che lo accusava di aver detto, in un’intervista, una frase razzista, in cui etichettava gli uomini di colore come lustrascarpe. In molti si mossero per verificare la veridicità di questa frase, anche se molto fu compromessa l’immagine di Presley, smentendo categoricamente queste parole e ribadendo il suo dissenso nei confronti delle leggi sulla segregazione razziale. Nel corso della sua carriera, Presley si sentì sempre riconoscente alla cultura dei musicisti di colore, da cui attinse molto.

6) Il declino della grande icona culturale iniziò intorno agli anni settanta, e fu sia di natura fisica che affettiva. Soffriva infatti di un glaucoma, che peggiorava stando a contatto con le illuminazioni dei palchi, e sua moglie Priscilla (che aveva conosciuto all’eta di 14 anni) maturava l’idea di un divorzio, data la continua lontananza, l’abuso di farmaci e le brevi storie con altre donne di Elvis. Tutto ciò contribuì alla sua depressione che aggravò il suo stato fisico e psicologico. Wilkinson, chitarrista che aveva performato con lui gli ultimi anni, descrisse il suo cambiamento fisico: era obeso, pesava infatti 120 chili, balbettava e ciò che diceva era indecifrabile. Le ultime sue parole furono “ok, non lo farò”, dette alla sua fidanzata Ginger Alden che gli aveva chiesto di non addormentarsi mentre leggeva in bagno. L’ultimo pezzo che cantò, al piano, fu “blue eyes crying in the rain”.

7) Intorno al decesso di Elvis Presley si sono susseguite, nel tempo, numerose leggende metropolitane che affermavano, in soldoni, che la sua morte fosse una messa in scena per permettergli di vivere in maniera più tranquilla, dal momento che la condotta portata avanti, fino a quel momento, l’aveva soltanto logorato. Secondo alcune tra le più fantasiose, Elvis potrebbe addirittura essere un alieno. In molti hanno, inoltre, affermato di averlo visto in più posti del mondo. Altra spiegazione fantasiosa è quella del programma di protezione, sostenuta in realtà da molte associazioni, in cui egli sarebbe entrato per essere tutelato in quanto testimone. O, addirittura, un suo coinvolgimento nel complotto degli anni sessanta che portò alla morte di John Fitzgerald Kennedy.

8) Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti dallo statunitense, ci sono: la prima nomina in assoluto nella Rock Hall of Fame, 3 Grammy Awards, 149 tra dischi d’oro, platino e multiplatino, un miliardo di dischi venduti in tutto il mondo, 79 settimane di permanenza in cima alle classifiche in America, 151 singoli presenti nella Bilboard 100, nonchè le più di 1 miliardo di persone che, contemporaneamente, hanno assistito al suo concerto “Aloha from Hawaii” in televisione.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.