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Black Sabbath, Quando la band affittò un castello infestato

Che cos’è l’ispirazione? Quando si tratta di artisti, è un concetto che tiriamo fuori molto spesso, anche senza capire bene che cosa significa. I Black Sabbath probabilmente lo sanno bene, avendo avuto ispirazioni nei modi più disparati. Ma quando subentra un “blocco dello scrittore”, che cosa fare? Soprattutto quando sei una delle band heavy metal più importanti della storia, e nuove idee tardano ad arrivare. La band arrivò a incidere dentro un castello ritenuto infestato e questa storia si lega a quella di un album molto particolare.

Sabbath Bloody Sabbath e il riff che salvò la band

Sabbath Bloody Sabbath è un album del 1973 che ha ottenuto un enorme successo. Ad esempio Slash ha dichiarato che la title-track di questo disco è proprio una delle sue preferite della band. L’album segna una grande novità nella storia dei Black Sabbath, poiché musicalmente presenta grandi innovazioni. Il chitarrista Tony Iommi reclutò infatti Rick Wakeman – membro degli Yes – come tastierista. Wakeman diede un’impronta più progressive al sound heavy dei Black Sabbath, e anche i brani che mantengono sempre il loro stile “duro” sono complessi, elaborati. La title-track non veniva quasi mai eseguita dal vivo proprio poiché molto complicata.

Il disco Sabbath Bloody Sabbath presenta anche altri tratti interessanti, come il mistero del titolo. Potrebbe trattare del film di John Schlesinger Domenica, maledetta domenica oppure riferirsi al Bloody Sunday. La Domenica di Sangue quando durante una marcia di protesta nel 1972 in Irlanda del Nord dei soldati britannici, la maggior parte estremisti protestanti, spararono a un gruppo di manifestanti unionisti cattolici. Qualunque cosa significhi, la title-track è nota per avere il riff che salvò i Black Sabbath, in quanto Tony Iommi aveva un tremendo blocco dello scrittore prima di comporlo.

I Black Sabbath e il castello di Clearwell

Per superare questo blocco dello scrittore, Tony Iommi decise di affittare il castello di Clearwell e tutte le canzoni dell’album vennero composte lì. Il proprietario di allora Frank Yeates creò insieme con il figlio uno studio di registrazione e una sala prove nel seminterrato vicino ai sotterranei con l’intenzione di attrarre gruppi rock. Riguardo al castello di Clearwell giravano diverse voci inquietanti. Pare infatti sia un castello infestato, e per questa sua caratteristica poteva attrarre proprio band di quel genere. I primi clienti furono i Badfinger, dopo i Black Sabbath i Deep Purple avrebbero composto il capolavoro Burn proprio in quel castello.

Per nessuna di questa band però possiede l’importanza che ebbe per i Black Sabbath. Tony Iommi superò il suo blocco grazie all’atmosfera inquietante e molto d’ispirazione che vi trovò. Ci sono diverse immagini interessanti che li ritraggono assieme in quel momento a superare un difficile blocco. Lo stesso Iommi ha spiegato:

Tutti erano seduti lì ad aspettare che inventassi qualcosa. Semplicemente non riuscivo a pensare a nulla. E se non avessi inventato nulla, nessuno avrebbe fatto nulla […] Era davvero inquietante ma aveva una certa atmosfera.

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