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Pink Floyd, perché The Dark Side of the Moon è così popolare?

I Pink Floyd sono e sono stati una tra le band più amante e ascoltate in assoluto. Il loro nome è conosciuto quasi ovunque, complice il fatto che sono riusciti letteralmente a segnare un punto nel mondo della musica, grazie alla loro sperimentazione a alle loro proposte, sempre nuove, sempre meglio elaborate. Forse, in linea generale, gli album che più vengono associati ai Pink Floyd sono The Dark Side of the Moon e The Wall, per motivi che forse inutile elencare. Il perché del loro successo è quanto semplice quanto difficile da capire, ma oggi cercheremo di scoprire cosa rende The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd così popolare e particolare.

L’album degli album?

The Dark Side of the Moon spiazza ogni altro lavoro portato avanti dai Pink Floyd, registrando milioni di vendite e rimanendo in classifica per tempi lunghissimi. Ha superato non solo gli altri loro album, ma artisti della portata di Bob Marley, per esempio, o Michael Jackson. Non è un’impressione generale, tantomeno un’illusione: The Dark Side of the Moon ha quel qualcosa “in più” e non lo confermano solo il pubblico accanito e i fan più sfegatati, ma sono i numeri a parlare: vendite su vendite e anni in classifica, senza contare tutte le vendite che vengono registrate ancora oggi che, a quarant’anni dall’uscita, non possono essere considerati numeri di banale.

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Qual è il segreto di The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd?

Innanzitutto: c’è un segreto? Cos’ha quest’album in più rispetto agli altri? Cosa lo contraddistingue? Si tratta di un concept album, come d’altronde lo è The Wall e anche altri album da loro stesi. Vediamo cosa ne pensano gli stessi autori e cosa ha reso l’album così famoso, grazie alle parole rintracciabili in un articolo di loudersound.

 “Penso che non abbiamo mai capito davvero”, confessa il batterista Nick Mason. “Ci sono elementi che all’epoca non avresti mai percepito. Riguardava in parte il tempismo e in parte il fatto che le canzoni fossero rilevanti per le persone in quel momento, e questo ha dato un passaggio che poi l’ha portata all’attenzione di un altro gruppo di persone, e così via”.

Che i Pink Floyd siano riusciti a parlare direttamente al ragazzo, all’uomo, alla donna di quegli anni incrociando i problemi più comuni e che più li affliggevano? Molto probabile, visto che Roger Waters dà una risposta simile:

“La musica è piuttosto avvincente, ma penso che ci sia qualcosa di più. Forse è la semplicità delle idee che attraggono una generazione che attraversa la pubertà e cerca di dare un senso a tutto questo”.

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