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John Lennon, La storia del processo contro Morris Levy

Anche se quando pensiamo ai Beatles ci sovviene subito la bellezza della musica, la grande beatlemania che hanno generato, e anche il triste scioglimento che culmina in carriere soliste brillanti, la storia dei Fab Four ha tantissimi aneddoti su cui focalizzare la nostra attenzione. Oggi vogliamo raccontarvi una storia di recente chiarita dall’avvocato Jay Bergen, che rappresentò John Lennon durante un’udienza particolare. Quella del processo contro Morris Levy. John Lennon si scontrò con Levy, capo della Roulette Records in una battaglia legale assai particolare.

Morris Levy truffava i musicisti

A Maggio, Bergen ha pubblicato Lennon, the Mobster & the Lawyer: The Untold Story in cui racconta bene i dettagli del processo. Ma andiamo per gradi: tutto è cominciato quando Levy affermò che la canzone di John Lennon e Paul McCartney Come Together fosse una copia di You Can’t Catch Me di Chuck Berry, di proprietà della casa editrice di Levy, Big Seven Music. Pose l’accento su alcune parole simili:”Here come a flattop” di Berry e “Here come old flat top” di Lennon. L’avvocato Bergen ha spiegato che erano tutti dei pretesti per colpire Lennon, il quale a processo iniziato voleva assolutamente difendere i musicisti truffati nelle loro royalties dalla casa discografica.

Questa era una delle ragioni per cui John non voleva accontentarsi. Voleva cercare di porre fine ad alcune di queste cause legali davvero fasulle e a un modello di manager, editori e case discografiche che hanno rubato i diritti d’autore ai loro artisti, in particolare gli artisti neri.

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John Lennon e il processo inevitabile

In realtà, in un primo momento l’ex Beatle voleva davvero evitare di andare a processo. Per impedire che il caso andasse in tribunale, aveva perfino accettato di registrare tre delle canzoni classiche di Levy nel suo album Rock ‘n’ Roll oldies, su cui aveva lavorato. Mentre Levy continuava a braccarlo, Lennon gli diede una sorta di bozza dicendo che non era la versione finale del suo album. Ma Levy lanciò lo stesso l’album, praticamente ingannandolo e senza la sua approvazione. Lennon allora si pronunciò con profondo sdegno contro un disco non autorizzato dicendo che i Beatles “non avrebbero permesso che qualcosa che assomigliasse o avesse un odore simile fosse vicino al pubblico”.

Il 10 agosto 1976, la sentenza finale respinse le pretese contro Lennon, Bergen aggiunge, mostrando come ancora di più la storia diede ragione a Lennon:

Nel 1986, un’indagine federale sul coinvolgimento della criminalità organizzata nel mondo dei dischi ha portato a un atto d’accusa di 117 persone nel New Jersey contro 17 individui. Levy fu incriminato con l’accusa di estorsione. e condannato a 10 anni di carcere. Due mesi prima di iniziare la sua pena detentiva nel 1990, morì di cancro al colon.

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