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Light My Fire, un capolavoro odiato da Jim Morrison

Il 29 luglio 1967 il brano forse più famoso dei Doors, Light My Fire, balzava in testa delle classifiche americane dei singoli. Un pezzo senza tempo e destinato a rimanere nella storia della musica. Dovete sapere però (i fan più veraci lo sapranno) che ci sono due versioni. Una della durata di 6 minuti e mezzo, con una lunga parte strumentale, e una tagliata che fu vendutissima. Sapete che Light My Fire fu un capolavoro piuttosto odiato da Jim Morrison? Vediamola insieme la storia del brano.

La penna di Robbie Krieger

Non l’ha scritta Jim Morrison. Sembra incredibile, eppure è la verità. Nel lontano 1966 la band aveva quasi pronto l’album, ma c’erano solo 8 canzoni. Quasi tutti i brani avevano la firma di Morrison. Forse l’ispirazione scarseggiava e così il 20enne chitarrista Robbie Krieger si propone di comporre qualcosa di nuovo. Data la giovane età, il pezzo era un po’ acerbo, forse serve ancora la mano di Morrison che cambia la seconda strofa scrivendo and our love become a funeral pyre. Qualche aggiunta di organo grazie alle magiche dita di Ray Manzarek (forse la parte più riconoscibile del pezzo) e il pezzo è fatto. Ma forse ancora non bastava.

Il nuovo basso Presleyiano e le aggiunte

Serviva qualcosa di più: così il produttore Paul Rothchild suggerisce di usare un bassista diverso, Larry Knetchel, noto per aver suonato con Elvis Presley. Molte sono le voci attorno a questa scelta ma pare che Morrison non fosse troppo contento di questa “aggiunta”.

Addirittura si pensa che non l’abbia suonato lui il basso nel pezzo, ma sia stata un’altra polistrumentista, Carol Kaye. Ma c’è un problema: il pezzo dura quasi 7 minuti. Le radio quindi tagliano il pezzo, la parte centrale scompare e il pezzo rimane dentro i 3 minuti. Light My Fire si rivela un grandissimo successo, tanto da vendere 1 milione di copie e l’invito al celebre Ed Sullivan Show. Ed ecco che i Doors esplodono.

La censura e le liti

Verso la metà di settembre il produttore dell’Ed Sullivan Show Bob Precht chiede a Morrison di cambiare una parte del brano. Il verso Girl we couldn’t get much higher che tratta dell’alcolismo (e non solo) non va bene e deve essere censurato. Morrison accetta. Ma solo inizialmente.

Nel live Morrison non cambia il testo e canta l’originale, suscitando proteste e polemiche e non venendo più invitato in futuro. Il frontman dirà di essere nervoso e di essersi dimenticato di cambiare il testo, ma ormai la frittata era fatta. La band, senza consultare Jim, concedette per 75.000 dollari il brano per uno spot pubblicitario, causando ovviamente le ire del frontman che non voleva che il gruppo passasse come “gruppo commerciale”. Con un coltello stracciò il contratto e si rifiutò di dare concessioni del pezzo.

L’odio di Jim Morrison per il pezzo

Nonostante sia uno degli esempi più importanti e belli di rock psichedelico, Morrison non amava il pezzo. Non gli piaceva neppure cantarla dal vivo, forse memore del trattamento subito all’Ed Sullivan Show. O forse perché non gli andava giù il fatto che i Doors fossero noti per una canzone che lui non aveva scritto direttamente. Ironia della sorte, Light My Fire è stato l’ultima canzone cantata live da Morrison.

Era al Warehouse di New Orleans, il 12 dicembre 1970. Tra le altre cose, fu una performance bizzarra: il frontman a metà brano, si innervosì, spacco il microfono sul pavimento e concluse lo show. Non c’è dubbio che Light My Fire sia stato un capolavoro amato dai fan ma odiato dal re lucertola (sapete l’origine del soprannome? Clicca per scoprirlo).

E a voi piace Light My Fire? Fatecelo sapere.

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