One of us: il nuovo singolo di Liam Gallagher! (Recensione)

In un torrido ferragosto, in questo periodo in cui le temperature sembrano essere in continuo rialzo, sbuca Liam Gallagher. È infatti uscito One of us, il quarto singolo dell’album Why Me? Why Not. in uscita il 20 settembre. One of us segue, in ordine, Shockwave, The River e il già elogiato OnceMa di cosa parla?

Testo e significato di One of us

La canzone era già stata presentata in anteprima segreta all’MTV Unplugged di Hull del 3 agosto (ne abbiamo parlato qui). Indubbiamente il brano è dedicato interamente al fratello Noel. Lo si capisce chiaramente all’inizio del brano, quando il Nostro lo chiama kid, in maniera anche affettuosa e gentile. Ulteriore riferimento è la frase you said we’d live forever. I fan ovviamente sanno a quale pezzo si sta riferendo Liam.

È chiaramente espressa l’intenzione di Liam di riportare il fratello nel mondo Oasis. Dopo il ritorno sulle scene nel 2017 con l’album solista As you were, per diverse volte Liam ha teso la mano al fratello per una pace, con risposte sempre negative. Ovviamente, i momenti lunatici di Liam non sono mancati, accusando e insultando a sua volta il fratello.

La recensione

One of us ha il ritmo di batteria piuttosto presente e la chitarra passa in secondo piano. A primo ascolto, l’impronta vocale lo avvicina moltissimo ad Ian Brown, ex cantante degli Stone Roses e cantante solista di buon successo. Il produttore di Liam Andrew Wyatt ha deciso di puntare ancora una volta sugli archi (come per Once), dando vita ad una ballad piuttosto ritmata. Il brano però risulta più debole dei precedenti, senza assoli di chitarra e con una linea armonica vocale un po’ troppo semplice.

Sia chiaro, One of us non è un brutto pezzo, ma è meno potente di Once e sicuramente non aggressivo rispetto a The River. Interessanti sono comunque i cori ad influenze black a fine brano, che richiamano al modo più soft-psichedelico di BE, secondo album dei Beady Eye ed ex band di Liam.

Voi cosa pensate? Fatecelo sapere nei commenti.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.