David Bowie, esordi, primi anni di David Bowie

La storia dei primi oscuri anni di David Bowie

Il 2019 è l’anno del 50esimo anniversario di Space OddityL’11 febbraio 2019 è stato pubblicato un libro dal titolo At The Birth Of Bowie, scritto da Phil Lancaster, ex batterista che si unì ai Davy Jones & The Lower Third, uno dei primissimi gruppi del White Due nel lontano 1965. Siamo distanti ancora dalle hit degli anni ’70 che lo resero celebre in tutto il mondo, ma si poteva già notare la sua unica personalità. Forse quel periodo, insieme agli ultimi 10 anni di carriera, rimane il più scuro. Ma vediamo di scoprire qualcosa in più sulla nascita di David Bowie e i primi oscuri anni.

Davie Jones & The Lower Third, gli esordi

David Bowie non era ancora David Bowie. Egli conservava ancora il suo vero nome, David Jones, nel 1965 quando aveva appena 18 anni. Un giovanissimo cantante, sassofonista, interprete e cantautore. Phil Lancaster, il batterista della band, racconta che la band era alla ricerca di un cantante, dopo l’abbandono del frontman precedente.

Nella primavera del 1965 apparve però, quasi magicamente, David Jones che aveva appena lasciato il passato gruppo, i Manish Boys. I primi singoli, dalla matrice blues e rockabilly alla John Lee Hooker, come You’ve Got a Habit of Leaving, non riscossero però successo tra il pubblico. David cacciò l’agente, Leslie Conn, sostituendolo con Ralph Horton. Quest’ultima fu una delle principali che influenzarono il look del futuro Ziggy Stardust con influenze mod. L’attenzione dedicata quasi interamente al frontman non piacque però al gruppo che da lì a poco, si divise.

Il carattere del futuro Aladdin Sane

Lancaster racconta chiaramente di come conobbe quella personalità così estrosa, unica e particolare che fu Bowie. Il batterista dei Davy Jones & The Lower Third narra di un tipo piuttosto magro con i capelli decolorati e le radici più scure. Aveva un grande senso dell’umorismo e un portamento da leader carismatico, come se avesse molto più dei suoi 18 anni. La caratteristica già singolare fu non solo la sua aria di mistero, ma la sensazione di lavorare con lui da anni, nonostante si conoscessero da pochissimo.

Contrasti e cambio nome

Il momento chiave fu il post-pubblicazione di You’ve Got a Habit of Leaving, molto desiderato dalla band e “sicuri” di un successo. Non fu così. In più Lancaster e compagnia non si aspettavano di trovare il solo Davy Jones nella copertina del 45 giri. Non piacque molto, potete immaginarlo.

A loro fu pure proposto dal manager Ralph Horton di truccarsi e risposero con un secco rifiuto. David non se lo fece dire invece due volte. In più, il problema del nome di Bowie non era da sottovalutare. David Jones era troppo riconducibile, come nome al leader dei Monkees, David Robert Jones.

Scelse quindi Bowie e perché? Lui stesso in seguito raccontò di aver adottato quel nome per via dei coltelli da caccia Bowie e disse: «Volevo qualcosa che esprimesse un desiderio di tagliare corto con le bugie e tutto il resto». Il nome della band divenne ufficialmente David Bowie & The Lower Third.

Il carattere di David Bowie

Il gruppo venne a sapere di una nuova news sconcertante: il manager Ralph Horton era a letto con Bowie. Lancaster rivela che Bowie aveva un carattere particolare ed era certo che gli piacessero anche gli uomini oltre alle donne. Egli ritiene che per questo motivo Bowie, nel 1972, dichiarò a Playboy di essere bisessuale. Si ritiene che David fosse in un limbo, tra il suo produttore e il resto della band, forse desiderava andare definitivamente da solo e fare ciò che voleva, dice Lancaster. Da qui, la band finì.

Bowie non ha mai avuto un carattere semplice, sono famosi anche i suoi contrasti con Freddie Mercury (di cui abbiamo già fatto cenno). Ma suonare con lui, dice Lancaster, è stato uno degli onori più grandi della sua vita. Come dargli torto? I primi oscuri anni di David Bowie sono ricchi di curiosità, stranezze e piccole perle sconosciute.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.