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Il concerto del 1987 a Firenze: la prima, vera, esperienza italiana di David Bowie

David Bowie, al secolo David Robert Jones, è stato uno dei musicisti più versatili, estroversi e influenti della scena rock e pop mondiale. Nel 2019 è stato eletto “il più grande entertainer del ventesimo secolo”: musicista poliedrico, appassionato di arte e cinema, Bowie è stato un artista a 360 gradi. Oggi ci soffermeremo sulla prima, vera, esperienza italiana del Duca Bianco: il concerto del 1987 a Firenze.

Il Glass Spider Tour: il più grande e costoso mai realizzato da Bowie

Il 9 giugno del 1987, circa 50 mila persone si precipitarono allo Stadio Comunale di Firenze per assistere allo show di David Bowie, nella sua prima vera esperienza italiana. Esattamente 32 anni fa il Duca Bianco scriveva un piccolo pezzo di storia italiana: lo spettacolo fiorentino infatti faceva parte del “Glass Spider Tour”, il più grande e costoso tour mai realizzato da Bowie.

Mastodontico e teatrale, ricco di effetti visivi e oggetti di scena, inizialmente il tour fu accolto negativamente dalla critica e giudicato come esagerato e pretenzioso. Ma a Bowie, delle critiche, interessava ben poco. Qualche anno dopo il Duca Bianco realizzò che in realtà il “Glass Spider Tour” è stato fonte d’ispirazione per i successivi spettacoli di svariati artisti, arrivando a rivoluzionare completamente il concetto di “spettacolo dal vivo”. Durante questa lunga serie di concerti il musicista londinese è stato affiancato da una serie di artisti internazionali: da Iggy Pop a Nina Hagen, passando per Duran Duran ed Eurythmics.

Il concerto del 1987 a Firenze

Il concerto nel capoluogo toscano iniziò, in realtà, nel peggiore dei modi. Il tecnico delle luci, Michael Clark, cadde da un’impalcatura di 15 metri morendo sul colpo. Un inizio drammatico, che però non fermò la tenacia di Bowie. Per la prima volta di fronte ad un pubblico italiano, il Duca Bianco si esibì in un completo interamente rosso, in una cornice fantastica che coinvolgeva davvero tutti.

Sul palco, insieme a Bowie c’erano: Carlos Alomar e Peter Frampton alla chitarra, Carmine Rojas al basso, Alan Childs alla batteria, Erdal Kizilcay e Richard Cottle alle tastiere. Tra i 5 ballerini, compariva invece, anche la sua compagna dell’epoca: Melissa Hurley. I biglietti, dal costo di 33 mila lire, andarono a ruba: circa 50 mila persone ebbero la fortuna di assistere ad uno show colossale, unico ed inimitabile. Uno spettacolo che solo David Bowie poteva offrire.

 

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)