Temple of the Dog 16 aprile 1991

16 aprile 1991: pubblicato Temple of the Dog, il manifesto del grunge

La storia del rock è fatta di alcuni avvenimenti che la cambiano dalle radici, riuscendo a determinare processi evolutivi davvero importanti. Avvenimenti, eventi, che fanno parte della natura stessa del rock, e che per questo motivo – in molti frangenti – sono inevitabili. E’ stato proprio uno di questi eventi ad aver creato quello che, senza falsa ipocrisia, possiamo definire uno dei gioielli più preziosi della musica grunge e rock in generale: i Temple of the Dog. Nonostante la breve, e poco fortunosa, storia del supergruppo, non si può non considerare il loro grande impatto nella storia della musica.

La morte di Andy Wood, leader dei Mother Love Bone

Come tutti i grandi eventi, anche quello dei Temple of the Dog ha avuto bisogno di una causa scatenante, di un motivo determinante per nascere e svilupparsi. Quello che ha portato alla nascita del supergruppo statunitense, avvenuta a Seattle nel 1990, non è stato certamente felice: la morte di Andy Wood, leader dei Mother Love Bone (una delle band grunge più apprezzate e conosciute in suolo statunitense), per overdose di eroina. 

La scena grunge, per quanto variegata potesse essere, era composta da rappresentanti che condividevano passioni, interessi, talvolta addirittura abitazioni e stili di vita. Così fu per Andy Wood e Chris Cornell, che – oltre ad essere grandi amici – erano addirittura compagni di stanza. La morte del leader dei Mother Love Bone non poteva non scuotere il leader dei Soundgarden, che decise di creare una band in suo onore.

Temple of the Dog, primo e unico album del supergruppo grunge

La musica però non è soltanto linearità, ordine, geometrie prestabilita; è fatta anche di casualità, sorprese improvvise o eventi inaspettati. In un’ottica di questo tipo, nessuno – compresi gli stessi membri dei Temple of the Dog – poteva aspettarsi che quello che era un semplice supergruppo nato per onorare la morte di uno dei più grandi rappresentanti del grunge sarebbe, poi, diventato una realtà a sé stante, che in due anni riuscì a cambiare la storia della musica.

Chris Cornell, in collaborazione con la band statunitense, realizzò due canzoni eccezionali, e dal grandissimo pregio: Reach Down e Say Hello 2 Heaven, dedicate entrambe ad Andy Wood. La qualità e il processo emotivo che portò alla realizzazione delle stesse furono così tanto determinanti che il progetto si trasformò: in 15 giorni i Temple of the Dog realizzarono il loro primo album in studio, l’omonimo, pubblicato il 16 aprile 1991. 

Perchè i Temple of the Dog sono stati fondamentali per la storia della musica grunge

A volerla dir tutta, i Temple of the Dog non ebbero grande successo. Fu piuttosto scarso l’impatto mediatico e furono scarse anche le partecipazioni a grandi eventi (fatta eccezione per quella al Festival di Lollapalooza, nel 1992, anno in cui la band si sciolse).

Eppure, possiamo considerarli fondamentali per la storia della musica, non soltanto grunge ma di qualsiasi genere voglia essere preso in considerazione. Per comprendere a pieno questa affermazione, basti pensare a quali furono i membri di quella superband: oltre al già citato Chris Cornell, nella formazione si distinsero anche Eddie Vedder, Stone Gossard, Mike McCready, Jeff Ament e Matt Cameron. I più attenti lo avranno già capito: dai Temple of the Dog nacquero due band incredibili: Pearl Jam e Soundgarden.

E se è vero che possiamo considerare le due formazioni statunitensi come pioniere del genere grunge, allora è pur vero che i Temple of the Dog sono la quintessenza del genere stesso. 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.