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Le incredibili dichiarazioni di Duff McKagan su Axl Rose

Il bassista dei Guns N’ Roses Duff McKagan ha di recente rilasciato un’intervista per il magazine americano Rolling Stone. Il bassista del gruppo statunitense prima ha espresso la propria opinione sul frontman Axl Rose, poi ha parlato di One In a Million, uno dei brani più criticati della band di Los Angeles.

Duff Mckagan: cosa pensa il bassista dei Guns N’ Roses di Axl Rose?

William Bruce Rose Jr, in arte Axl Rose, stando a quanto riferito dal bassista della band sarebbe un uomo particolarmente intelligente: Non provate a competere a livello intellettivo con lui, vi straccerebbe. Axl è molto acculturato: ha letto tantissimi libri nella sua vita. Riesce a guardare le cose da più angolazioni e se qualcuno, non importa chi, si mette a discutere con lui, sarà fottuto.”

Duff Mckagan ha poi commentato i molteplici interventi di Axl Rose su Twitter, quelli in cui si scaglia contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump: “Se Axl scrive qualcosa su Twitter potete mettere la mano sul fuoco che prima di farlo ci ha riflettuto attentamente. Credo sia seriamente preoccupato per il suo paese e posso immaginare perché.”

Duff McKagan su One In A Million, una delle canzoni più criticate dei Guns N’ Roses

Il bassista si è poi soffermato su alcune critiche ricevute circa 30 anni fa per il contenuto razzista e omofobo di alcune canzoni. Duff Mckagan sostiene, in realtà, che moltissime canzoni del gruppo statunitense siano state fraintese all’epoca. One In A Million, ottava traccia del secondo album della band americana, è uscita nel 1988 scuotendo l’opinione pubblica e creando scalpore tra i media:

“Quando Axl Rose scrisse One In a Million nel 1988 beveva ancora, ma in ogni caso era già avanti anni luce rispetto a noi per la sua visione delle cose. Certo erano tematiche dure, ma andavano affrontate e quello fu il modo più hardcore per farlo. Mi dispiace solo che sia passato un messaggio sbagliato.”

Axl Rose nel 1989 dichiarò che il testo della canzone era in realtà frutto di alcune sue esperienze personali nella città di Los Angeles e, quindi, non era un qualcosa di generalizzabile. 

 

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