20 settembre 2021 21:57 lunedì

Freddie Mercury: le confessioni di Peter Hince, il roadie che per oltre 10 anni ha affiancato i Queen

Freddie Mercury, al secolo Farrokh Bulsara, è probabilmente il più grande frontman di tutti i tempi. Lo storico leader dei Queen è sempre stato un personaggio piuttosto enigmatico e misterioso: c’è, però, chi ha lavorato per lui come roadie per oltre 12 anni e conosce quasi ogni suo aspetto: Peter Hince.

Queen Unseen, il racconto di Peter Hince

Peter ha avuto la fortuna di camminare al fianco di Mercury e soci nella loro lunga e prolifica carriera e, inoltre, ha testimoniato l’esperienza nel suo libro ‘Queen Unseen’. Spulciando in questo bellissimo volume sono usciti fuori degli aneddoti piuttosto interessanti sulla band rock britannica, capeggiata dall’eccentrico Freddie Mercury.

“Molte persone parlano di Freddie Mercury come se lo conoscessero veramente, criticando il suo ego e la sua personalità. Ma Freddie non era così, non era esattamente la prima donna che tutti pensavano fosse. Come frontman, ad esempio, era davvero imbattibile: e non sto parlando solo della sua voce, ma anche del modo in cui dominava il palco. Ho apprezzato tanto i Led Zep, gli Who e i rispettivi frontman, ma Freddie era di un altro pianeta.”

Pere Hince, infatti, ha avuto l’onore di collaborare con tantissimi altri artisti, come ad esempio David Bowie e Mick Jagger. Il suo pensiero, però, resta sempre lo stesso: Freddie Mercury era unico.

“Freddie era inimitabile, nessuno poteva arrivare ai suoi livelli. Si, forse per un periodo ci è riuscito Mick Jagger, ma fino ad un certo punto. Freddie aveva una personalità unica e nemmeno David Bowie poteva batterlo.”

I Queen: la più grande band di tutti i tempi

Peter ha assistito in prima linea all’ascesa e al successo dei Queen a partire dal 1975, anno in cui fu assunto dalla band:

“I Queen hanno sempre desiderato essere la più grande band di tutti i tempi e, alla fine, ci sono riusciti. Ed io ho assistito personalmente al loro successo, a partire dagli anni settanta. Ero presente quando è stata registrata Bohemian Rhapsody ed ero con Freddie quando scrisse Crazy Little Thing Called Love: è stato un momento davvero emozionante.”

Nel libro, infine, Peter si sofferma sulla personalità di ogni singolo membro del gruppo:

“John Deacon è sempre stato il più tranquillo di tutti, ora vive quasi come un recluso. Vuole restare nell’anonimato e le persone devono rispettare questa sua scelta. È sempre stato un uomo molto alla mano, che amava follemente la sua famiglia. Brian May è uno dei personaggi più complessi che io abbia mai incontrato. Era sensibile, aveva un gran cuore ed era gentile con tutti. Taylor, invece, adora la stile di vita delle rockstar: gli piacevano le auto, i soldi e le case in campagna. Negli ultimi anni, però, l’ho trovato più riflessivo, maturo.”

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