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I misteri della morte di Elvis Presley

Il 16 agosto rappresenta, per gli amanti del rock e della musica in generale, una data incredibilmente triste e tragica, che riguarda la scomparsa di uno degli esponenti più importanti e rappresentativi della storia della musica. Parliamo di Elvis Presley, che ha trovato la morte, all’età di 43 anni, il 16 agosto del 1977, in circostanze sicuramente misteriose e che meritano di essere approfondite. Nel corso degli anni, infatti, la credibilità di alcune dichiarazioni e le verità sul decesso sono state sempre più oggetto di discussione, tanto da portare alla formulazione di teorie complottiste che sono sorte a partire proprio dal 1977. Vogliamo, pur discostandoci da una presa di posizione netta, prendere in considerazione quelli che sono i misteri relativi alla morte di Elvis Presley, considerando anche la possibilità che quelle teorie complottiste che si sono sviluppate possano avere un qualche fondo di verità.

La morte di Elvis Presley nel 16 agosto del 1977

Prima di prendere in considerazione i misteri relativi alla morte di Elvis Presley, vale la pena considerare le circostanze del suo decesso avvenuto il 16 agosto del 1977. In questa data, infatti, il cantautore statunitense fu rinvenuto esanime dall’allora fidanzata Ginger Alden, all’interno del suo bagno a Graceland. L’autopsia e le successive dichiarazioni hanno portato a parlare di un attacco cardiaco avvenuto a seguito di una presenza massiccia, all’interno del suo organismo, di sostanze medicinali differenti. Vennero addirittura ritrovati ben 14 medicinali differenti all’interno del suo corpo, seppur prescritti legalmente dal suo medico personale, che fu oggetto di grande controversia.

Secondo la ricostruzione del suo decesso, Elvis Presley avrebbe raggiunto la stanza da bagno dopo una notte insonne, e dopo aver assunto una dose massiccia di sonniferi e barbiturici per riuscire ad addormentarsi. Il cantante, secondo la ricostruzione, avrebbe trovato la morte dopo aver letto un libro, e con evidenti segni di sforzo dettati dalla sua acclarata stitichezza.

Le ipotesi sulla sua morte e i misteri

Per quanto riguarda i misteri relativi alla morte di Elvis Presley sono diversi i punti di vista da prendere in considerazione, nell’ottica di un quadro complessivo che certamente portava alla definizione di uno stato fisico, psicologico e sanitario certamente non dei migliori. Innanzitutto, nel corso degli anni si è sviluppata una tesi secondo la quale il cantante statunitense abusaasse di medicinali, per quanto questi stessi fossero prescritti dal suo medico personale. In particolar modo, Elvis Presley abusava di psicofarmaci, anfetamine, barbiturici e stimolanti. A questa causa fondamentale si aggiungerebbe un’altra tesi che giustifichi il mistero della morte di Elvis Presley, visibilmente obeso, così come dichiarato nell’ambito dell’autopsia sul suo corpo effettuata a seguito del suo decesso. L’autopsia stessa ha portato a chiarire quale fosse il peso al momento del decesso, di 158 kg. Questo peso fu raggiunto nell’ultimo periodo della sua esistenza, dettata da ritmi serrati e da continue paranoie da parte dello stesso statunitense, oltre che da abitudini alimentari che portavano ad un’assunzione massiccia di calorie e grassi, da parte di un Elvis Presley che consumava abitualmente pizze, panini fritti, bacon, burro di arachidi, cheeseburger e tanti altri alimenti certamente non consigliati nell’ambito di una naturale dieta alimentare.

Ultima tesi che merita di essere presa in considerazione, al di là delle teorie complottiste delle leggende metropolitane che si sono sviluppate nel corso degli anni, riguarda l’ipotesi di uno shock anafilattico che sarebbe stato provocato da una allergia alla codeina, presente, anche se in dosi non massicce, nei farmaci che gli erano stati prescritti contro il mal di denti di cui soffriva. La più recente delle tesi, invece, riguarda la costipazione cronica di cui lo stesso statunitense soffriva, e che avrebbe portato a delle conseguenze fatali in quello stesso agosto del 1977. La conseguenza fondamentale di una costipazione cronica e, non a caso, un colon sproporzionato, oltre che una notevole obesità e una mobilità intestinale pressoché inesistente. Tutte ragioni che possono identificarsi sia negli ultimi attimi di vita dello stesso statunitense, sia nella sua autopsia.

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