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5 album rock che dovresti riscoprire

Non è mai facile creare un album rock, specialmente quando sei sulla cresta dell’onda. Mantenere il successo richiede tanto impegno e costanza. Uno studio può essere un luogo perfetto per vivere momenti di assoluto relax e concentrarsi sulla registrazione di ogni singola traccia. Eppure, esistono diversi dischi che sono stati ingiustamente lasciati in secondo piano.

Tali lavori mettono in mostra determinati talenti musicali sotto altri punti di vista. Eppure, nei loro primi momenti, non hanno ricevuto i riconoscimenti che probabilmente meritano. I seguenti 5 album rock nascondono diverse sorprese da riscoprire, in modo da arricchire la propria cultura musicale e rifarsi in qualche modo le orecchie.

Oasis – The Masterplan

Partiamo da The Masterplan, non proprio una delle produzioni discografiche più famose degli Oasis. Dopo il successo straordinario di What’s the Story Morning Glory?, con questo disco la band britannica è riuscita a tornare ai fasti del passato, seppur in maniera solo parziale. Dopo il poco apprezzato Be Here Now, l’album rock citato riunisce buona parte della magia di Manchester. Ci sono ballate come Talk Tonight, perle di cantautorato come Headshrinker. La compilation racchiude i lati B dei fratelli Gallagher con risultati considerevoli, anche di vendita.

Beatles – Let It Be

La fine dei Beatles è stata piuttosto traumatica. Il White Album aveva messo in crisi i rapporti tra i Fab Four e Paul McCartney cercò di rimetterne a posto i cocci con un album di puro rock and roll. All’inizio, i brani di Let It Be erano stati chiusi in un cassetto per concentrarsi su Abbey Road. Dopo qualche tempo, il gruppo si era reso conto che un capolavoro del genere meritava di essere ascoltato. Il produttore Glyn Johns assembrò questo disco, nato anche dagli scarti delle sessioni di Get Back. Il vero capolavoro? L’orchestra di Phil Spector nella deliziosa The Long and Winding Road. Una riedizione è uscita nei primi anni Duemila, non a caso.

Who – Who’s Next

Who’s Next ha racchiuso tutta la potenza rock degli Who in un singolo disco. Un album rock essenziale, ma Pete Townshend voleva realizzarlo diversamente. Aveva intenzione di concentrarsi su un personaggio di nome Lifehouse, che era cieco, sordo e muto, utilizzato anche per il precedente Tommy. Tuttavia, il risultato fu abbastanza differente e la perfezione stilistica invocata da Pete non arrivò mai. La band prese gli scarti di dischi precedenti e li inserì nell’album, contenente perle come Baba O’ Riley e The Song is Over. Il risultato finale fu davvero eccezionale, considerate le premesse.

Prince – The Black Album

Negli anni ’80, Prince sembrava in grado di regnare sopra ogni altra cosa. Il cantautore di Minneapolis era reduce dai fasti di Purple Rain e avrebbe proposto numerosi altri classici di assoluto rilievo, dal pop barocco di Around the World in a Day allo stampo cinematografico di Parade. Per un album rock, si doveva aspettare fino al Black Album, all’insegna della pura sperimentazione. L’artista ritenne il disco troppo brutto per essere pubblicato e lo fece ritirare dal commercio in tempi rapidi. Quindi, l’album è ricomparso sugli scaffali nel 1994 ed è stato giusto così.

David Bowie – Pin Ups

Concludiamo con un lavoro da riscoprire di David BowiePin Ups era un progetto ispirato ai lavori letterari di George Orwell, oltre che un lavoro composto da cover di brani di altri artisti. Un grande album rock e non solo, senz’altro, anche se non si è ancora capito perché esista. Certo, la qualità stilistica è di alto livello, ma un disco del genere esce, generalmente, quando un artista non è al suo massimo. Tuttavia, il Duca Bianco si sarebbe rifatto con il capolavoro Diamond Dogs, dimostrando che aveva ancora tanto da dare alla musica mondiale. E lo ha fatto fino al suo ultimo giorno di vita.

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