30 novembre 2021 22:25 martedì

Le canzoni Metal più tristi degli anni 2000

Il Metal nasce per convogliare le emozioni più recondite degli artisti, permettendogli di esprimerle attraverso una commistione sonora di ferocia e melancolia. Negli anni, i suoi ideali e, di conseguenza, i suoi asserti fondamentali, sono cambiati in funzione del progresso dell’industria musicale. Nei decenni, comunque, il genere è rimasto, nella maggior parte dei casi, fedele ai suoi ideali degli albori; pur non mancando in quanto ad innovazioni e stravolgimenti di sorta. La fine del Secondo Millennio e l’inizio del Terzo, con l’avvento degli anni 2000, hanno segnato un periodo particolarmente fervente per il Metal; a partire dall’affermazione del Nu Metal, fino ad arrivare ai sottogeneri di stampo Core. In questa classifica, abbiamo, quindi, deciso di elencare alcune tra le canzoni Metal più tristi degli anni 2000.

Linkin Park – Numb

Da Meteora, del 2003, Numb fu il singolo di maggior successo estratto dal disco, nonché uno dei più amati dai fan della band. Numb sancì un forte punto di svolta per i Linkin Park sotto l’aspetto tecnico/compositivo. Si tratta di un brano profondamente introspettivo; tratto caratterizzante delle lyrics di Chester Bennington, in cui una rabbia intensa si riversa in musica, attraverso sonorità tanto furiose quanto, per certi versi, sperimentali, visto l’ampio uso di drum machine e sintetizzatori al suo interno. Numb è un aspro monito alla ribellione, un grido con cui, il protagonista delle vicende narrate del testo, si libera dalle catene delle aspettative che le persone a lui vicine, serbano nei suoi confronti.

Slipknot – Snuff

Tratta dal capolavoro del 2008 dei Nove del Nodo, All Hope Is Gone, Snuff è una delle Heavy Ballad più belle mai scritte. La traccia, dalle atmosfere struggenti, si erge dal basso, per culminare in una tempesta di emozioni incontrollabile in cui la voce di Corey Taylor lotta con le chitarre di Jim Root e Mick Thompson per l’affermazione. L’interpretazione del frontman è impressionante nel suo apporto emotivo essendo che, la canzone, fosse stata scritta pensando ad una profonda delusione che aveva subito. Dopo la morte del bassista della band, Paul Gray, Taylor avrebbe attribuito un significato diverso alla traccia, proponendola dal vivo durante i suoi set acustici per sola chitarra e voce, non mancando di commuoversi a fine esibizione.

System Of A Down – Lonely Day

Da Hypnotize del 2005, Lonely Day è una ballata melancolica dai tratti straordinari. Parliamo di una pietra miliare assoluta del Metal contemporaneo che, attraverso una strumentale madida di sfaccettature emozionali, trasporta l’ascoltatore in un turbine di stati d’animo contrastanti, rendendo il suo significato aperto a qualsivoglia interpretazione.

Bring Me The Horizon – True Friends

Da That’s The Spirit del 2015, True Friends è un brano adrenalinico, nel pieno della prorompente identità artistica che distingue la band di Oliver Sykes, alla ricerca costante di nuovi stimoli sonori sperimentali. Il testo della canzone parla della slealtà di alcune persone che reputiamo amiche. Si tratta, in realtà, di un brano dal significato molto specifico ed introspettivo per il cantante che, l’avrebbe scritta per far presente alle persone che l’hanno tradito che, nonostante trovi pace nel dimenticare le loro azioni nei suoi confronti, non sia capace di perdonarle.

Black Label Society – In This River

Impossibile da non citare nella classifica delle canzoni Metal più tristi degli anni 2000, In This River del 2005. Brano tratto dall’album Mafia dei Black Label Society che il leggendario chitarrista Zakk Wylde volle dedicare alla memoria dell’amico Dimebag Darrell dei Pantera, brutalmente assassinato durante un concerto nel 2004. La ballata era già conclusa prima che il chitarrista perdesse la vita, ma Wylde ritenne opportuno rilasciarla come tributo al collega e amico scomparso.

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