3 August, 2021, 01:58

Giorgio Gaber, Il significato di “La solitudine”

Giorgio Gaber è stato un dei cantautori più importanti della storia della nostra musica per varie ragioni. Oltre ad aver brillantemente combinato teatro e musica con il Teatro Canzone, insieme al suo amico di vecchia data Sandro Luporini ha composto canzoni indimenticabili. I brani di Gaber dileggiavano il potere, prendevano in giro le contraddizioni umane, ecc. Gaber ha saputo esprimere con la sua voce e con il suo talento interpretativo ogni sensazione dell’uomo, dalla più onorevole alla patetica e fragile. I suoi testi sono ad oggi tra i più illuminanti del cantautorato. Oggi vorremmo parlare di La solitudine di Giorgio Gaber, un brano che ha molto da dirci anche dopo tanto tempo.

Libertà obbligatoria

Il disco da cui è tratta la canzone ha alla base del suo titolo un ossimoro: libertà obbligatoria. Le due parole sono tratte da una parte del brano “Si può“:

Si può siamo liberi come l’aria
Si può siamo noi che facciam la storia, si può
Libertà, libertà, libertà
Libertà obbligatoria.

In questo album c’è molto dello stile di Gaber, getta sicuramente le basi per forma e contenuti che saranno costanti nel suo repertorio. La già citata Si può è una critica alla società che ci illude di avere mille libertà, quando in realtà il pensiero non è mai stato così limitato. La colpa di tutto questo non è da attribuire ad un generico “loro”, ma ad un profondo “noi” che ci deve far riflettere su chi siamo.

La solitudine per Giorgio Gaber è necessaria

In questa analisi così precisa e puntuale della società, c’è spazio anche per la solitudine. Sappiamo bene che voler stare soli viene considerato da molti una stranezza, come se l’uomo, animale sociale, debba sempre stare con gli altri. Nell’incipit del brano Giorgio Gaber ripete più volte:

La solitudine non è mica una follia
è indispensabile
per star bene in compagnia.

Lo star soli, come disse anche Fabrizio De André, è indispensabile per sentirsi bene con se stessi ma anche per star bene con gli altri. In tal senso Gaber elenca una serie di comportamenti “errati” che spesso abbiamo per non stare soli, per farci accettare. Come dimenticarci ci siamo, cambiare per compiacere gli altri. Addirittura quando si riesce a farsi amare si “perdono i pezzi”, ovvero non ci si ritrova più. Come sempre, l’insegnamento del cantautore è chiaro: la solitudine è necessaria, ci permette di non perdere ciò che di noi dobbiamo assolutamente conservare. E di farci amare per come siamo.

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