21 June, 2021, 12:21

Janis Joplin, la storia di “Trust Me”

Janis Joplin è una delle voci femminili più riconoscibili del panorama musicale. Grintosa e ricca di talento sebbene abbia avuto poco tempo a disposizione è riuscita a crearsi un grande seguito e una grande fetta pubblico. Janis è morta all’età di 27 anni a causa di overdose, la notte del 4 ottobre, qualche ora prima di registrare una delle sue ultime canzoni del suo ultimo album. Dopo aver collaborato con una band infatti decide nel 1969 di cominciare una carriera solista che viene inaugurati I Got Dem Ol’ Kozmic Blues Again Mama! e che proseguirà con Pearl il suo ultimo e mai concluso -almeno non completamente- album. Qui vedremo “Trust me” di Janis Joplin.

Pearl, l’ultimo viaggio di Janis Joplin

Janis Joplin comincia la sua carriera da relativamente giovane. Dopo aver dato voce Big Brother and the Holding Company ed dopo aver concluso l’ultimo album con loro nel 1968, Cheap Thrills, e considerando anche il primo Big Brother and the Holding Company (1967), decide di intraprendere una carriera propria. Nel 1969 comincia il suo percorso verso un suo album, ovvero I Got Dem Ol’ Kozmic Blues Again Mama!. Dopo questo primo ci avviamo verso il secondo Pearl, che purtroppo non ebbe la possibilità di poter essere completato. L’album infatti fu registrato tra il settembre e l’ottobre del 1970 e le registrazioni erano ancora da concludere quando Janis fu ritrovata morta, per via della suddetta overdose. Composto da due lati a loro volta formati da cinque canzoni, ritroviamo nella quarta posizione del primo lato “Trust Me”. 

“Trust in me, baby, give me time, gimme time, um gimme time.
I heard somebody say, oh, “The older the grape,
Sweeter the wine, sweeter the wine.”
Oh, my love is like a seed, baby, just needs time to grow,
It’s growing stronger day by day, yeah,
That’s the price you’ve got to pay.
Trust in me, baby, give me time, gimme time, please, a little more time.”

Trust me” di Janis Joplin, la sua storia

Come la maggior parte delle canzoni che sono contenute in quest’album, non si tratta di un brano scritto da Janis. l’ha scritto Bobby Womack che ha collaborato solo in questo caso -in riferimento all’album- e che poi inserirà in un suo album qualche anno dopo, nel 1975, quattro anni dopo la pubblicazione di Pearl. Il chitarrista John Till ha ricordato nella sua rivista Mojo nel 2010: “Bobby era fuori nella hall, in piedi accanto alla macchina della Coca-Cola, strimpellando la canzone con la sua Guild Acoustic Archtop mancina. Paul Rothchild, il produttore, è saltato fuori per prendere un caffè, e pochi minuti dopo ha detto: “Vieni qui, voglio che tu senta qualcosa”. Poi sapevamo che eravamo tornati in studio a registrare la canzone con il grande Bobby Womack alla chitarra “. La canzone è stata registrata il 25 settembre del 1970, insieme ad altre quel giorno: Move Over”,A Woman Left Lonely” e “Me & Bobby McGee”.  

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