16 ottobre 2021 11:37 sabato

5 canzoni più malinconiche di sempre

Il Blues è un genere intriso di emozioni e dalla tradizione sconfinata. Trattasi di un ponte culturale tra abissi etnici che, col passare degli anni, è riuscito a congiungere modi di vivere e scuole di pensiero opposte per definizione. Nato come struggente grido di libertà, mezzo di fuga per gli africani deportati negli Stati Uniti nel periodo della schiavitù, il canto ed il significato del Blues continuano a rimanere invariati negli ideali, sebbene abbia subito profonde innovazioni e grandi processi di ampliamento socioculturale. Il Blues riesce ad essere una valvola di sfogo per le emozioni più oscure e recondite, per i sentimenti più concentrati e nascosti dell’animo umano. In questa classifica, quindi, abbiamo deciso di raccogliere alcune tra le canzoni Blues più tristi di sempre.

Blind Willie Johnson – Dark Was The Night, Cold Was The Ground

Dark Was The Night è un brano dalla semplicità e dal carico emozionale disarmanti. Il brano venne lanciato nello spazio, registrato su un disco placcato in oro a bordo della sonda Voyager 1, nel 1977. La traccia, venne registrata dal predicatore texano Blind Willie Johnson nel 1927, ispirata da una composizione del XIX Secolo.  Il brano rispecchia una condizione umana struggente, trovarsi nel buio della notte senza un posto dove trovare ristoro.

Reverend Gary Davis – Death Don’t Have No Mercy

Un testo intriso di significato si scaglia in soliloquio contro un giro di chitarra semplice e ripetuto, intervallato da alcune svisate, per poi culminare in un assolo meraviglioso per la sua melodia. Death Don’t Have No Mercy è una pietra miliare del Blues sull’inesorabilità della morte, una delle canzoni più tristi nella storia del genere.

Lead Belly – Where Did You Sleep Last Night?

Resa celebre dall’interpretazione di Kurt Cobain al famoso Live Unplugged, Where Did You Sleep Last Night? anche conosciuta come In The Pines e Black Girl è un brano composto da negli anni ’70 dell’800, reinterpretato in chiave Bluegrass nella sua versione storica più solenne da Lead Belly. Il brano parla di passione, tradimenti e tragedia, venendo interpretato con profonda rassegnazione nei confronti di ciò che è stato.

T-Bone Walker – Stormy Monday

Call It Stormy Monday (But Tuesday Is Just as Bad), meglio conosciuto col titolo sopracitato, fu scritto da T-Bone Walker nel 1947, per poi essere riproposto da Atlantic Records nel ’59. Si tratta di un classico 12 barre che, nella versione rivisitata, viene riportato a nuova vita da un tripudio di chitarre elettriche tipico del Blues di quegli anni. Melodie decise tessono un tappeto particolarmente efficace per la declamazione incisiva del testo tipica di Bluesmen iconici come T-Bone Walker.

Robert Johnson – Me And the Devil Blues

Scritta dal leggendario Bluesman per eccellenza, Robert Johnson, Me And The Devil Blues è uno dei brani più famosi ed evocativi nella sua opera. La traccia, celebrata ed ammirata dai più grandi chitarristi Rock di tutti i tempi, parla di un incontro immaginario tra l’autore ed il demonio. Ovviamente dominata dalla chitarra acustica che consacrò Johnson alla leggenda, Me And The Devil Blues è una delle canzoni Blues più tristi di sempre.

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