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Måneskin, La storia di Coraline

I Måneskin sono una band italiana che sta avendo sempre più successo anche fuori dal nostro paese. Vincitori dell’Eurovision Song Contest dell’anno scorso, con il tempo dalla loro Zitti e buoni hanno saputo trarre tutti i vantaggi possibili. Diversi premi, riconoscimenti, collaborazioni importanti. Duettano in I wanna be your slave con Iggy Pop, aprono il concerto dei Rolling Stones. Tutto è cominciato, però, dal palco dell’Ariston. Arrivati secondi a X-Factor, i Måneskin erano già conosciuti ma solo in Italia. Al Festival di Sanremo del 2021 vincono e trionfano guadagnandosi la possibilità di partecipare all’Eurovision. Quest’anno, sono tornati proprio alla kermesse ligure come ospiti e hanno eseguito due brani. Ovviamente la canzone da cui tutto è cominciato, Zitti e buoni, ma anche una ballad meno energica: Coraline.

Il significato di Coraline

Come sempre, sono tantissime le congetture sulle canzoni di una band, specie quando in un brano si fanno nomi di donne. Coraline è tratta dal secondo album in studio dei Måneskin, Teatro D’ira – Vol. I, uscito a Marzo 2021. Il testo è tutta basato sul racconto malinconico di questa ragazza, di cui si “storpia” volutamente la pronuncia del nome. Damiano David aveva già spiegato in occasione della promozione del disco come va interpretata la canzone:

Coraline necessita di una precisazione: non è la storia di un uomo cavaliere che salva la principessa in difficoltà. La favola finisce male, non c’è il lieto fine. È qualcosa di reale, è l’appassimento di questo fiore, di questa ragazza, e il cavaliere è inerme e impotente di fronte a quello che sta succedendo. Il nome Coraline non è riferito al cartone, la scelta è puramente musicale, fonetica. La storia è reale, della quale non parlerò, riportata in favola e ognuno può interpretarla come preferisce.

La spiegazione del cantante è funzionale al testo del brano, che infatti riporta ad esempio versi d’amore nel bridge. Ogni tua piccola lacrima è oceano sopra al mio viso, e in cambio non chiedo niente. Solo un po’ di tempo, sarò vessillo, scudo o la tua spada d’argento. Questa spada potrebbe far pensare a un cavaliere che la salva, ma Coraline è distrutta da un dramma terribile interiore, che alla fine non supera e anzi si chiude maggiormente in se stessa.

Coraline parla di anoressia?

Grazie a tutti voi che avete compreso il significato e il peso di questa canzone nella mia vita […] Grazie a te Giorgia, che me l’hai fatta scrivere e vivere. Queste sono alcune delle parole che Damiano David ha scritto sui social dopo aver eseguito Coraline a Sanremo. Dopo l’esibizione, il giovane cantante romano è scoppiato in lacrime, un mix tra emozione e commozione. La ragazza di cui parla, Giorgia, è noto essere la sua fidanzata, così sono state tantissime le congetture a riguardo. Si è pensato che Coraline parli sostanzialmente di lei, che ha anche un tatuaggio proprio con il titolo della canzone. Diversi giornalisti parlano di un brano dedicato all’anoressia, un disturbo alimentare che la fidanzata di Damiano avrebbe vissuto, e i fan hanno cominciato a vedere in ciò una dedica d’amore. In realtà la ragazza parla spesso della sua malattia, che è invece la vulvodinia, per fare informazione sui social e non solo.

All’anoressia ha fatto pensare il verso “non vuole mangiare, vuole sparire”, cosa che comunque non per forza coincide con un disturbo alimentare, ma può denotare una forma di tristezza che toglie l’appetito coerente con il dramma descritto nel brano. L’ipotesi che si riferisca direttamente alla fidanzata di Damiamo per quanto probabile non è fondamentale. Si tratta di una ballata rock dedicata e sentita che può sfuggire al semplice gossip, per diventare una libera interpretazione dell’emozione di chi la ascolta, così come dev’essere.

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