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5 album iconici considerati flop all’uscita

Ci sono alcuni album che sono entrati nella storia del rock. Alcuni di questi sono stati immediatamente dei successi, infrangendo numerosi record, come per esempio “The Dark Side Of The Moon” dei Pink Floyd o “Back In Black” degli AC/DC. In altri casi invece il successo di un album non è stato immediato, ma si è guadagnatola nomea di icona nel corso degli anni, venendo in qualche modo riscoperto. Eventi del genere si possono localizzare in qualsiasi decade, è il caso dei 5 album di cui ci apprestiamo a parlare qui.

“Highway 61 Revisited” – Bob Dylan 1965

Bob Dylan nella prima metà del anni ’60 colpì il pubblico con i suoi testi aspri sulla situazione sulla società. Dopo anni passati a realizzare alcuni dei più bei pezzi folk del suo tempo, decise di compiere una svolta verso il rock and roll. Dylan era certamente lo stesso intellettuale che avevamo sempre conosciuto, ma il cambiamento stilistico ha portato molti fan ad accusarlo. Proprio quando Dylan stava diventando una leggenda vivente, questo album lo riportò sulla Terra con canzoni che venivano criticate da chiunque le ascoltasse.

“Black Sabbath” – Black Sabbath 1970

Quando la cultura hippie iniziò a estinguersi lentamente alla fine degli anni ’60, nuove band si stavano facendo avanti all’insegna di un rock più pesante. I Black Sabbath avrebbero dovuto essere i re del genere, ma l’accoglienza dei cosiddetti esperti del settore fu inizialmente piuttosto fredda. Con la loro prima demo vennero rifiutati da numerosi etichette. Con canzoni che trattavano argomenti tabù e un duro assalto ai timpani, venivano giudicati  troppo poco commerciale rispetto ad artisti del calibro di Deep Purple o Led Zeppelin. Alla fine trovarono la Vertigo Records ed il primo album dei Sabbath venne alla luce nel 1970, scalando rapidamente le classifiche, alla faccia di tutti quelli che non avevano creduto in loro.

“Destroyer” – Kiss 1976

La metà degli anni ’70 segnò un enorme punto di svolta per i KISS. I loro primi tre album passarono infatti piuttosto inosservati, mentre il loro album live “Alive!” li spinse in vetta alle classiche. Con l’album “Destroyer” la band ha pubblicato alcuni dei loro pezzi più iconici, “Detroit Rock City” a “Beth”. Canzoni come queste hanno resistito bene al passare degli anni, ma i fan dei Kiss erano inizialmente perplessi. Questo era dovuto alla differenza al suono dei live che avevano ascoltato nel loro precedente album. “Destroyer” è stato un po ‘una pecora nera all’inizio, ma l’atmosfera di questo disco è diventata un modello per diversi generi, dal glam rock all’heavy metal.

“Metallica (The Black Album)” – Metallica 1991

I Metallica erano in uno stato di transizione durante la composizione delle tracce per il Black Album. C’è un però; infatti piuttosto che applaudire il nuovo sforzo della band, la maggior parte dei fan si è sentita tradita dall’improvviso cambiamento dei Metallica nel mondo dell’hard rock. C’era dei suoni thrash metal, ma la maggior parte dei metallari convinti lo ha ascoltato, per poi smettere di seguire la band. D’altro canto questo approccio  è stato sufficiente per far interessare gli ascoltatori pop al genere metal.

“In Utero” – Nirvana 1993

Uscito a pochi anni di stanza da “Nevermind”, i fan furono perplessi di quanto fosse crudo “In Utero” al primo ascolto. Le canzoni del disco erano molto più sommesse e precise nella loro costruzione. È stato sicuramente un cambio di passo, che richiedeva un’analisi un po’ più approfondita per vedere l’immagine nel suo insieme. L’album ha acquisì molto più significato dopo la morte di Kurt Cobain nel 1994. Mostra infatti l’immagine di un uomo distrutto che cerca disperatamente di tenersi a galla.

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com