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AC/DC, Brian Johnson: quella volta che tentò di acquistare uno storico club di Premier League

Torniamo oggi a parlare di uno dei più grandi frontman della storia del rock: Brian Johnson. Nato a Dunston il 5 ottobre del 1947, l’iconico vocalist degli AC/DC ha sempre avuto 3 grandi passioni (oltre la musica): le auto, il cibo e il calcio. Da buon inglese, infatti, Brian Johnson è un vero e proprio appassionato di calcio e la sua squadra preferita è il Newcastle United Football Club. Quello che forse non sapete è che il leggendario frontman degli AC/DC una volta tentò addirittura di acquistare il suo club del cuore!

AC/DC, Brian Johnson: quella volta che tentò di acquistare uno storico club di Premier League

Brian Johnson può essere considerato come una rock star ‘anomala’. Nel senso che, a differenza di quasi tutti i suoi colleghi, non ha mai fatto uso di sostanze stupefacenti.

“Non ho mai affogato i dispiaceri nell’alcool e, credetemi, è stata una fortuna. Con i primi soldi guadagnati ho comprato due case: una per me e una per i miei genitori.”

Le sue uniche ‘droghe’ sono sempre e solo state la musica e il cibo.

“Quando vado a trovare i miei parenti in Italia, nel periodo natalizio, amo farmi grandi scorpacciate di porchetta e vino.”

Tra le sue più grandi passioni, come dicevamo, ci sono anche le auto. Brian Johnson possiede una collezione d’auto da far invidia a chiunque: una serie di Alfa Romeo, un paio di Rolls Royce, una Phantom, una Ferrari, qualche Range Rover, una Mustang, una Bugatti e… la sua preferita in assoluto: una Bentley Vandenplas del 1928.

L’amore per il Newcastle

Da buon inglese, poi, Brian Johnson è anche un vero appassionato di football. La sua squadra preferita è il Newcastle United Football Club (club che milita attualmente nella prima divisione e cioè la Premier League). Il suo amore per questa squadra è così forte che una volta il frontman degli AC/DC tentò addirittura di acquistarlo! Qualcosa, però, non andò per il verso giusto:

“Beh direi che fu quasi una truffaspiegò Johnson anni dopo a proposito dell’affare Jackie Milburn era preoccupato per l’andamento del club e mi disse che avevano bisogno di “sangue giovane”. Era circa il 1981 ed io ero molto eccitato all’idea di far parte del club, ma poi andò tutto in fumo. Volevano che investissi mezzo milione e, all’epoca, erano davvero tantissimi soldi. E, alla fine, sarei diventato semplicemente membro onorario, senza voce in capitolo e senza avere la possibilità di prendere decisioni. Alla fine mi resi conto che era solo una tattica di un branco di uomini avidi e assetati di soldi.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)