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5 album di grandi band sottovalutati che dovresti riascoltare

Sin dagli albori, il Rock ha sempre protetto sotto la sua ala veri e propri mostri sacri. Leggende della musica che, attraverso la loro opera hanno totalmente stravolto i canoni stilistici della musica del loro tempo. Sono molte le band che, nel corso degli anni, hanno sfornato album rimasti iconici dalla prima all’ultima nota; altri che sono esplosi sulle scene con debutti meticolosamente orchestrati che gli hanno permesso di salire immediatamente sul tetto del mondo. Questi album e le band che li hanno firmati, vengono costantemente celebrati da milioni di appassionati. Allo stesso tempo, molti validi artisti, i cui prodotti, sono particolarmente riusciti, non si sono visti riconoscere il successo che meritavano.

Ci sono alcuni album, ad opera di grandi band, che, ad oggi, continuano ad essere sottovalutati dal pubblico di massa. Spesso, i fan del Rock li hanno declassati, elevando i grandi classici che hanno segnato intere generazioni, a sfavore di alcune opere altrettanto valide. A questo punto, ci si chiede come mai, questi dischi, siano stati eclissati da altri, se ugualmente degni di nota. I fattori da prendere in esame sono molti, dal fraintendimento dei fan nel periodo in cui sono usciti a madornali errori di marketing. In questa classifica, abbiamo deciso di raccogliere 5 album di grandi band, che vi consigliamo di riconsiderare.

5) Green Day – Insomniac

I Green Day hanno attraversato diversi stadi nel corso della loro carriera, prima di scolpire il loro nome nella storia del Rock. Dopo aver irrotto sulle scene Underground attraverso un sound fresco capace di collimare la furia del Punk con melodie particolarmente catchy, Billie Joe Armstrong e soci vennero rinnegati dal panorama a cui appartenevano e, dove avevano mosso i primi passi. Il movimento Punk underground degli anni ’90 non sopportava il fatto che Dookie avesse riscosso tanto successo, soprattutto a causa delle chiare inflessioni Pop presenti nel disco. Dopo il suo rilascio, i Green Day pubblicarono un album che, seppur sottovalutato, lascia intendere quanto, la band, sia un capostipite della cultura Punk, grazie alla ferocia con cui condirono il loro, già all’epoca, inconfondibile sound.

4) Red Hot Chili Peppers – One Hot Minute

Dopo che i Red Hot Chili Peppers ascesero al firmamento del Rock con Blood Sugar Sex Magic, i milioni di fan che il gruppo aveva conquistato, erano convinti che, questi, stessero vivendo al massimo l’apice della loro carriera. Come, oggi, sappiamo, però, il successo travolse eccessivamente i membri del gruppo. In particolare, il loro chitarrista, John Frusciante, cadde nel tunnel della droga, lasciando il gruppo nel bel mezzo del tour. I Red Hot Chili Peppers, per ripararsi dalla tempesta, assunsero Dave Navarro per ricoprire il ruolo di Frusciante in studio. Con il chitarrista, la band incise One Hot Minute, un disco costruito meticolosamente e dal flavour impegnato che, però, non venne percepito positivamente dai fan, che accusarono la band di aver perso smalto dopo la dipartita di Frusciante.

3) Linkin Park – A Thousand Suns

I Linkin Park sono tra i grandi gruppi che hanno scelto di modificare profondamente il loro stile in corso d’opera. La commistione che la band del compianto Chester Bennington compì tra musica elettronica e Nu Metal, allontanò i fan della prima leva dalle loro sponde. Gli affezionati di lavori come Hybrid Theory, rimasero delusi dall’uscita di A Thousand Suns, un disco meravigliosamente composto, ma, a detta loro, troppo distante dalle sonorità di riferimento con cui, la band, fece tremare il mondo intero all’alba degli anni 2000. Sebbene A Thousand Suns presenti, comunque, brani dalle atmosfere più Heavy, il cambio di rotta dei Linkin Park colpì nel profondo la loro fanbase.

2) The Who – A Quick One

La Rock Opera Tommy, con cui gli Who consacrarono il proprio nome all’eternità, ha tristemente oscurato i dischi che vennero prima del loro capolavoro. Gli appassionati non ricordano in egual misura la prestigiosa opera degli Who prima di hit come My Generation. A Quick One, però, rappresenta il primo, riuscito, tentativo della band di addentrarsi nel sound che, tempo dopo, li avrebbe fatti salire sul tetto del mondo. Si tratta di un album equilibrato, siccome i membri del gruppo, hanno collaborato equamente alla ideazione delle tracce che lo compongono. Sebbene A Quick One contenga brani straordinariamente articolati, ad oggi, continua a non ricevere i riconoscimenti che meriterebbe.

1) Metallica – Reload

Reload è un disco semplicemente intramontabile, il cui ascolto, appare ancora oggi coinvolgente come nel periodo in cui venne pubblicato. Dopo il Black Album, però, gli Hardcore fan che seguivano i Metallica sin dai loro albori, avevano aspettative troppo alte che, a quanto pare, vennero tristemente disilluse dal gruppo, seppur immotivatamente. Fuel è un brano, ancora oggi, esplosivo come pochi e, sebbene l’album, nel complesso, non sia una pietra miliare, è un disco meraviglioso che non si discosta eccessivamente dall’iconico sound della band simbolo del Thrash Metal.

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)