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Axl Rose, duro botta e risposta con il segretario al Tesoro USA Steven Mnuchin

Axl Rose ci ha sempre abituato ad interventi al di sopra delle righe. Lo storico frontman dei Guns N’ Roses sa come non passare inosservato, anche quando parla di tempi che ben poco hanno a che fare con il mondo della musica. Il cantante e musicista è stato protagonista di un botta e risposta con il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Steven Mnuchin. Uno scambio di tweet al vetriolo che riguarda l’emergenza Coronavirus e vede l’ennesimo intervento di Rose nell’ambito della politica e della società in generale.

I retroscena delle accuse di Axl Rose

Come già accennato in precedenza, non è la prima volta che Axl Rose accusa l’amministrazione guidata da Donald Trump. Nel 2018, il cantante proibì espressamente di utilizzare i brani dei Guns N’ Roses in occasione di raduni o iniziative collegati al Presidente degli Stati Uniti. Tutto ciò era accaduto per l’uso non autorizzato di alcuni successi della band, tra i quali Sweet Child ‘O Mine.

La rabbia di Rose è nata anche in seguito ad alcuni tweet non proprio profetici di Steven Mnuchin. Lo scorso 11 marzo, il politico americano parlò di “una crisi che non sarebbe andata avanti per anni” e si mostrò “molto fiducioso che gli approcci medici si svilupperanno con rapidità”. Due giorni dopo, il segretario del Tesoro di Trump aggiunse che la gente avrebbe potuto liberamente “viaggiare negli Stati Uniti” e che si sarebbe sentito perfettamente a suo agio a salire su un velivolo nel week-end. Le cose, in effetti, non sono andate proprio così.

La faida tra Axl e il segretario del Tesoro

Nella notte italiana tra il 6 e il 7 maggio, Axl Rose ha così deciso di partire in quarta contro Mnuchin“È ufficiale! Qualsiasi cosa la gente abbia pensato riguardo a Steve Mnuchin, lui è ufficialmente uno st***zo”. Come sempre, il musicista non usa alcun giro di parole. La risposta del segretario non si è fatta attendere: “Cosa hai fatto di recente per il Paese?”. Nel post originario di Twitter, il politico aveva inserito la bandiera della Liberia anziché quella statunitense.

L’errore non è passato inosservato agli occhi del furente Axl, che ha risposto a sua volta con un ulteriore tweet di fuoco: “Sarò stupido, ma non ho capito che noi speriamo di emulare il modello economico della Liberia. Ma in realtà, a differenza di questo amministratore, non sono responsabile di più di 70 mila morti e, diversamente da te, non ho una posizione di governo nei riguardi del popolo americano e non vado in TV dicendo alla gente di viaggiare negli Stati Uniti nel bel mezzo di una pandemia”. Mnuchin ha provveduto a cancellare il tweet con la bandiera liberiana e ad inserire quella americana, ma ormai era troppo tardi.

La gestione dell’emergenza discutibile degli Stati Uniti

Ad ogni modo, la gestione di Donald Trump e dell’amministrazione statunitense durante l’emergenza Coronavirus presenta diversi aspetti discutibili. Dalla gestione di miliardi di dollari sulle industrie farmaceutiche al bilancio attuale di oltre 1 miliardo e 250 mila casi di infezione e 75 mila morti, qualcosa sembra davvero andato storto. Tornando a parlare di Steven Mnuchin, quest’ultimo è finito nell’occhio del ciclone anche a causa di previsioni totalmente errate sulla pandemia e sulla situazione economica ad essa collegata.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)